L’agenda dell’esecutivo

Dalla fiducia al tavolo coi sindacati: i primi test del governo Meloni

La fiducia arriverà il 25 alla Camera e il 26 al Senato. Mentre le parti sociali chiedono risposte alle emergenze: costo della vita, energia e lavoro

di Andrea Gagliardi

L'applauso alla prima riunione del Consiglio dei Ministri del Governo Meloni

2' di lettura

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L’insediamento di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi rappresenta una ulteriore accelerazione nel timing fino al voto di fiducia in entrambi i rami del Parlamento. Avranno inizio martedì alle 11 nell’Aula della Camera le dichiarazioni programmatiche della presidente del Consiglio, alle quali seguirà il voto di fiducia.

La discussione generale avrà inizio alle 13 per proseguire fino alle 17, quando Meloni replicherà. Le dichiarazioni di voto sono previste dalle 17.30 alle 19, quando avrà inizio la “chiama” per la fiducia. Il risultato della votazione è atteso intorno alle 20.30. Il voto di fiducia al Senato è previsto il giorno dopo, mercoledì.

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Caro bollette, inflazione e pensione i dossier sul tavolo

Nessun pregiudizio da sindacati e imprese, ma la richiesta di confronto e risposte alle emergenze. Il caro bollette per le famiglie e le aziende, la perdita del potere d’acquisto per i redditi, la riforma delle pensioni per superare la legge Fornero e dare la possibilità di uscire prima dei 67 anni: sono alcune delle priorità da affrontare e in questo momento è più che mai necessario affrontarle “insieme”. Nelle stesse ore in cui il nuovo esecutivo giurava al Quirinale, Cgil Cisl e Uil - in piazza con i leader Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri per la manifestazione nazionale sulla sicurezza sul lavoro - chiedevano innanzitutto di essere coinvolti: troppo presto per una valutazione, «giudicheremo il merito» dell’azione, ripetevano sulla stessa linea.

La aperture della ministra Calderone

E sul confronto le parti sociali hanno trovato subito la sponda della neo ministra del Lavoro, Marina Calderone, che ha assicurato la volontà di portare avanti “un rinnovato” dialogo, proprio perché «si possano trovare soluzioni condivise» a beneficio del mondo delle imprese, dei lavoratori dipendenti e autonomi. Tra i primi nodi da affrontare, oltre al reddito di cittadinanza, ci sarà proprio la questione delle pensioni: «Non mi sottrarrò ai temi, li affronteremo anche ascoltando le istanze delle parti sociali e di tutti i soggetti portatori di contributi importanti», ha assicurato Calderone.

Le richieste dei sindacati

«Serve subito un accordo sulle pensioni. Per scongiurare lo scalone della legge Fornero» dal primo gennaio 2023, insiste Sbarra, chiarendo che «non accetteremo penalizzazioni che mettano sulle spalle dei più deboli il costo della crisi». Per conquistare, continua, «una riforma che dia stabilità e inclusività al sistema previdenziale. Per garantire a tutti, a partire dai giovani, assegni dignitosi». « Ci attendiamo di essere coinvolti. Se ci ascolterà avrà il nostro consenso», mette in chiaro il leader della Cgil subito dopo aver messo in evidenza come «lo diciamo anche al nuovo governo: per affrontare la questione della salute e sicurezza sul lavoro, bisogna innanzitutto superare la precarietà sul lavoro e, secondo punto, fare finalmente una legge che impedisca la logica del massimo ribasso».

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