L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Nicoletta Picchio
4' di lettura
4' di lettura
Due grandi progetti in cantiere: il primo riguarda i giovani e la spinta al sostegno di imprese, start up e Pmi innovative Ict italiane: «È un modo per creare innovazione, crescita e nuova occupazione. Sono i giovani, con le loro idee, iniziative, coraggio e visione a rappresentare un potente motore di sviluppo». Cosa fare, quindi? Vittoria Carli, vuole organizzare una missione in California, per creare incontri B2b tra giovani imprese ed imprese già consolidate, prendere contatti con le università italiane che hanno collegamenti basati su giovani docenti pendolari fra Italia, Europa e gli Usa; così si può creare una comunità internazionale capace di analizzare il modello americano alla luce di esperienze reali per coglierne gli aspetti positivi sia per l’America che per ragionare su come fare passi avanti in Italia.
Altro tema, Expo 2030: «Una delle dimensioni che saranno determinanti per il successo del percorso per la candidatura di Roma è certamente quella “digitale”. Sarà prodotta una quantità infinita di dati, sui più disparati settori, dalla logistica, al turismo, alla governance, alle forniture, ai servizi. È opportuno creare una piattaforma digitale aperta, che potremmo chiamare “Expo 2030-X” dove raccoglierli per poterli utilizzare a beneficio della cultura, dei servizi erogati, della sicurezza dei tanti viaggiatori innamorati della nostra meravigliosa Italia, delle imprese che sanno valorizzare il made in Italy e degli stakeholders.
«Così sarà possibile creare nuovi servizi, in una architettura di apertura, sicurezza, protezione e valorizzazione dei dati», dice Carli. Dal 2016, nel suo ruolo di presidente della Sezione Information Tecnology di Unindustria, è impegnata sulla diffusione del digitale e delle tecnologie connesse all’Ict nel tessuto imprenditoriale di Roma e Lazio. Un ruolo di rappresentanza che unisce a quello in azienda, la Ised spa, dal 1974 società leader nella progettazione, realizzazione e gestione di sistemi complessi Ict per soddisfare sia la domanda pubblica che quella industriale privata.
Oggi, dopo il 4.0 per migliorare l’industria del made in Italy, si parla di 5.0: la nuova conoscenza, l’intelligenza digitale, la sicurezza alla guida, la difesa dell’ambiente, il risparmio energetico, il commercio digitale B2b e B2c, come si presenta il Lazio di fronte a questa evoluzione?
Nell’Ict il Lazio è il secondo mercato nazionale dopo la Lombardia, con una quota di investimenti in tecnologie digitali pari al 16,5% sul totale Italia. Un settore che ha tenuto durante la pandemia e che è stato uno dei motori della ripresa. Nella Regione ci sono molte grandi imprese, come Almaviva, Telecom, Enel, Elettronica, Sogei, Ibm, Capgemini, Accenture, Poste Italiane, Ericsson, Aeroporti di Roma per citarne alcune, e moltissime Pmi innovative, tra Roma e le province. Un vasto numero fa parte della sezione It di Unindustria, che rappresenta oltre 140 aziende, tra grandi, medie, piccole e start up, con circa 30.200 dipendenti, oltre il 60% degli occupati del settore del Lazio.