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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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«Sono ottimista e, pur riconoscendo il rischio del reputation washing, credo che non si possano più fare passi indietro nel legame fra sport paralimpico e sponsorizzazioni. Anzi, vedo un bicchiere che si può riempire sempre di più», è l’analisi di Luca Pancalli, già presidente del Cip e soprattutto visionario forgiatore del Comitato fin da inizio anni Duemila e di una nuova percezione della disabilità grazie allo sport.
Com’è cambiato lo sguardo delle imprese per il paralimpismo?
Vent’anni fa si trattava di un approccio filantropico, reputazionale, percepito come responsabilità sociale più che come scelta strategica delle aziende. Era più beneficenza che marketing sportivo.
Quali sono gli elementi che hanno mutato lo scenario?
Il movimento paralimpico internazionale è cresciuto rapidamente in questi anni e, grazie alle Paralimpiadi, ha trovato una visibilità prima impensabile. Sono ormai più di 210 i comitati nazionali dell’Ipc, con sistemi-Paese forti in Europa, Usa e dalle prospettive interessanti, ad esempio, in America Latina. Ciò significa che, in un mondo globalizzato, anche lo sport paralimpico arriva ovunque.