Marchi storici

Dalla Colombia all’India, Kartell rafforza la rete retail

L’azienda milanese continua a investire nei negozi monomarca. Al Salone uno stand di 1.500 mq con i prodotti ideati da dieci designer

di Giovanna Mancini

La collezione Lepid, firmata da Patricia Urquiola per Kartell

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Parla di una «incertezza totale» sui mercati Claudio Luti, presidente di Kartell, brand tra i più noti e rappresentativi del design italiano nel mondo. Eppure, l’azienda di Noviglio (Milano) non smette di investire sugli asset strategici: evoluzione dei prodotti e sviluppo della rete retail, fondata sul modello dei flagship store.

L’evoluzione del brand

Per quanto riguarda il primo asset – il prodotto – lo stand di Kartell al Salone del Mobile di Milano (ben 1.500 mq suddivisi in tre aree) rappresenta bene la trasformazione compiuta dall’azienda negli ultimi 15 anni. «Avremo prodotti nuovi, riedizioni di pezzi storici reinterpretati con nuovi materiali, colori o finiture e ampliamenti di famiglie di prodotto – spiega Luti –. L’estensione delle funzioni e dei materiali esplorati ha cambiato profondamente il nostro lavoro rispetto a 30 anni fa, pur nel rispetto della nostra identità». Oggi il lavoro è focalizzato sempre meno sui singoli oggetti o arredi e sempre più sulle funzioni, sugli ambienti, sulle soluzioni complete di cui possono entrare a far parte prodotti di famiglie diverse o progettati da designer diversi.

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Il team di designer

Sono una decina quelli che compongono quest’anno la “squadra” di Kartell, tra cui un nuovo ingresso (il duo Barber e Osgerby) e un ritorno (Erwan Bouroullec). «Sono tutti tra loro molto diversi e ciascuno ha la propria identità precisa, eppure tutti sanno interpretare molto bene la nostra, di identità, e questo ci consente di innovare costantemente, pur nel rispetto e nella continuità dei nostri valori, e di far dialogare tra loro i diversi prodotti», osserva Luti. Un aspetto, questo, che favorisce l’azienda nel suo percorso di consolidamento anche nel canale contract, che rappresenta ancora una parte minoritaria del business, ma che sta crescendo, anche grazie al lavoro di un team dedicato di persone.

La rete retail

È tuttavia il retail il cuore della strategia commerciale di Kartell, da quando Claudio Luti ha preso la guida dell’azienda negli anni 80. Da allora, ha sempre investito nello sviluppo e nel rinnovo costante della rete dei propri flagship store nel mondo. Nel 2025, Kartell ha accelerato il proprio piano di sviluppo internazionale, con una serie di nuove aperture in aree strategiche come Africa, Europa, Asia e America Latina, in città come Casablanca e Cape Town, Shanghai, Jakarta e Bogotá, Lisbona, Belgrado e Istanbul, Bologna e Pescara. «Una selezione di aperture che testimonia una crescita strutturata e coerente, capace di adattarsi ai contesti locali mantenendo una forte riconoscibilità globale», precisa Luti.

Nel primo trimestre 2026 il piano di sviluppo è proseguito, sebbene siano state rimandate le aperture di Dubai (dove l’azienda ha già due store) e Riyadh. Confermate invece New Delhi e Bruxelles. «Il Medio Oriente era l’area che si stava sviluppando più rapidamente. Ora, a causa della guerra, è tutto fermo, ma sono fiducioso che presto potrà ripartire ed esprimere tutta la sua potenzialità», conclude l’imprenditore

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