Lo spartiacque è rappresentato dalla crisi del 2009 che ha segnato le sorti di alcuni comparti, anche in Veneto. È successo così che Sportarredo Group Spa di Gruaro, nel Veneziano, con alle spalle trent’anni di attività nella produzione e commercializzazione di apparecchiature solarium, per l’estetica e cosmetici in Italia e all’estero abbia patito una significativa e progressiva flessione del mercato. Quindici anni fa l’azienda contava un centinaio di dipendenti, troppi per sviluppare un volume d’affari che andava riducendosi nonostante gli sforzi di riorganizzazione interna, per contenere i costi generali e di produzione.
Mentre l’organico continuava a sfoltirsi, un gruppo di lavoratori, sui circa 40 dipendenti rimasti, decideva di provare il tutto per tutto. Alla base c’era la convinzione delle potenzialità ancora forti del marchio che ha nella qualità e nella sicurezza i propri punti di forza. Dopo una prima di fase di informazione e formazione sul modello cooperativo, Legacoop Veneto e i lavoratori hanno avviato il percorso di Workers buyout. Risale al gennaio 2015 il rogito a conclusione della gara con la quale si completava la procedura di liquidazione della società. Proprietà intellettuale, marchi e brevetti, oltre alle attrezzature necessarie, venivano trasferiti alla cooperativa, costituitasi quasi in contemporanea. A consentire la capitalizzazione dell’azienda hanno concorso i 240mila euro (tra capitale sociale e finanziamento) messi a disposizione da Coopfond e Cfi insieme ai 160mila euro dell’indennità della mobilità che i lavoratori hanno portato a capitale sociale rinunciando all’assegno mensile. Tre anni più tardi la nuova realtà ha rilevato anche l’immobile in cui ha sede, completando la propria patrimonializzazione e struttura produttiva. Nel biennio 2021-2022, nonostante le difficoltà determinate dalla pandemia, dalla successiva fase di instabilità dei mercati e dall’aumento dei prezzi delle materie prime, Sportarredo ha continuato a lavorare per portare innovazione tecnologica nei prodotti e nei processi, mettendo a punto un business plan triennale.
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È del settembre scorso la certificazione ISO 9001. Rafforzamento delle attuali partnership, espansione verso nuovi sbocchi, riorganizzazione dei processi aziendali, sono gli assi portanti del piano industriale per i prossimi anni. Ad oggi i 10 soci e i 13 addetti sono concentrati ad acquisire nuove quote di mercato per portare il fatturato dai 1,4 milioni del 2023 agli 1,6 del 2024.
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