Punto di vista

Dalla carta washi alle opere di Tagami. I consigli di un esteta, Satoshi Kondo

Il direttore creativo di Issey Miyake è un fan di Pina Bausch e di come la danza contemporanea fa parlare il corpo: è quello che si propone di fare anche lui, quando disegna una collezione.

di Gabriella Grasso

Satoshi Kondo, design director di Issey Miyake. (ph. Chiara Bruschini)

5' di lettura

5' di lettura

I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE Porto spesso un cappellino nero: ne ho tanti, quasi tutti vintage, di cotone o lana a seconda della stagione. E poi, gli occhiali. I miei preferiti, con la sottile montatura metallica, sono del brand giapponese Eyevan (eyevan.com, modello Merced in titanio, 416 euro, su goodseeco.com).

LA MIA ICONA DI STILE Non ne ho mai avuta una, perché sin da giovane mi piaceva decidere liberamente cosa indossare, senza farmi influenzare dal gusto di altri. Credo che abbia a che fare con il desiderio di operare sempre scelte individuali.

Loading...

Set di scacchi di FLAŸOU in ceramica della regione di Sejnane (250 $).

CHE COSA MI ISPIRA La danza contemporanea. Sono un fan di Pina Bausch e lo scorso settembre al Tokyo International Forum ho visto il suo The Rite of Spring con ballerini provenienti da 14 Paesi africani. Ciò che mi affascina della danza contemporanea è il modo in cui il corpo diventa strumento di espressione: anch’io, come designer di Issey Miyake, lavoro con il corpo (in scena al Tanztheater Wuppertal di Vienna lo spettacolo di Pina Bausch Café Müller, 10-13/7, pinabausch.org; t-i-forum.co.jp).

Una mappa della zona di Tokyo in cui si trova il negozio Paper Nao che vende le carte tradizionali del Giappone, tra cui la preziosa washi.

L’OGGETTO DAL QUALE NON MI SEPAREREI MAI Una decina di anni fa ho comprato un dipinto dell’artista giapponese Masakatsu Tagami, la prima opera importante che ho acquistato nella mia vita. Amo molto il lavoro primitivo e astratto di Tagami. Il quadro è ancora appeso in soggiorno, lo vedo tutti i giorni: è parte della mia vita (opere da 55 x 40 a 89 x 65 centimetri, da 1.120 a 3.410 euro, su singulart.com).

Occhiali Merced in titanio, EYEVAN (416 €).

L’ULTIMO OGGETTO CHE HO ACQUISTATO Un’auto: la Berlingo Citroën suv, ideale per la mia famiglia, specialmente quando andiamo in campeggio. Come mai un’auto europea? Qualche tempo fa, a Maiorca, ho visto una Citroën vintage, mi è piaciuta così tanto che ho subito provato a comprarla. Quel modello era fuori mercato, così ho optato per uno più recente (Citroën Berlingo Live M BlueHDi 100, da 23.400 euro, citroen.it).

La lanterna all’ingresso del negozio vintage Tahlia Store, a Tokyo. Tofu dessert, una delle portate del shojin ryori, la cucina tradizionale dei monaci buddisti giapponesi. (ph. Shutterstock) 

UN LUOGO INDIMENTICABILE DOVE HO VIAGGIATO Sono stato in Nepal una quindicina di anni fa. Sono molto attratto dalle culture indigene e ricordo ancora con nitidezza i colori accesi, vibranti, che si vedevano ovunque per le strade. Non sono arrivato in cima all’Himalaya, ma ho visitato Pokhara – il punto di accesso al Circuito dell’Annapurna per gli appassionati di trekking – e la capitale Katmandu (un soggiorno allo Shinta Mani Mustang, ultimo resort della Mountain Lodges of Nepal, comprensivo di trekking, guida spirituale e trattamenti con terapie a base di erbe himalayane e pratiche tradizionali, 1.800 euro al giorno in camera doppia, minimo cinque notti, shintamanimustang.com).

La livingroom dello Shinta Mani Mustang, ultimo nato dei resort della Mountain Lodges of Nepal, dove si sente forte l’influenza della cultura tibetana. (ph. courtesy Shinta Mani Mustang)

IL REGALO PIÙ RECENTE CHE HO FATTO Un set di 100 matite colorate Uni Mitsubishi che ho comprato per mia figlia. Ama disegnare, ma si lamenta sempre che non le bastano i 24 colori classici, così per il suo ottavo compleanno le ho voluto fare una sorpresa regalandogliene 100 (set di matite colorate 100 colori Mitsubishi Pencil Uni, 282 euro, su amazon.it; uniball.com).

UN PIACERE CHE NON DIMENTICHERÒ MAI Il tempo trascorso con Issey Miyake. Era un uomo estremamente gentile, anche se a volte era critico. I ricordi che mi legano a lui sono parte integrante della mia vita personale e professionale. Quando sul lavoro incontro una difficoltà, ripenso a un episodio o a una nostra conversazione per individuare la soluzione giusta. E quando insegno ai giovani, faccio riferimento a quanto io stesso ho imparato da lui (eu.isseymiyake.com).

Il Tel Aviv Museum of Art. (ph. Amit Geron)

LA MIA APP PREFERITA La prima cosa che faccio al mattino è controllare un’app di previsioni meteorologiche, soprattutto nella stagione delle piogge, tra la primavera e l’estate. Lo faccio perché mia figlia appena si alza viene a chiedermi come sarà il tempo: voglio essere preparato. Uso Weather News (weathernews.jp).

L’ULTIMO PASTO CHE MI HA IMPRESSIONATO Una serie di portate di cucina giapponese vegetariana shōjin ryōri, a base di verdure, fagioli e funghi, che ho assaggiato in un ristorante nel quartiere Azabu di Tokyo, che purtroppo ora ha chiuso. Posso però suggerire un altro luogo da non perdere, specializzato nell’anguilla (unagi) alla griglia, molto amata nel mio Paese: Yatsumeya Nishimura, nel quartiere di Meguro. È vicino al tempio Ryusenji, conosciuto come Meguro Fudo, il tempio locale dove vado a pregare: è meno noto ai turisti rispetto al santuario di Meiji-jingu, nel quartiere di Harajuku (unagi.me; megurofudo.jp).

Foto di Kitagawa Sohta che ritrae la maschera Noh di Elvis Presley per la pièce “Blue Moon Over Memphis”, esposta al Kyotographie 2025. (ph. Kitagawa Sohta)

UNA SCOPERTA RECENTE Ho scoperto da poco che la carta tradizionale giapponese washi (che tra l’altro è uno dei temi centrali della collezione Issey Miyake P/E 25) era inizialmente fatta con la fibra di canapa, quindi diversa da quella che conosciamo oggi, ricavata dalla fibra di kōzo, ovvero di gelso. Per chi volesse comprare una bella carta tradizionale a Tokyo, consiglio il negozio Paper Nao, che ne offre un’ampia selezione proveniente da tutto il Paese (papernao.com).

LA STANZA PREFERITA DELLA MIA CASA Il bagno. Amo l’abitudine giapponese di fare un bagno caldo prima di andare a dormire. È un tempo che dedico totalmente a me stesso, senza cellulare, per riflettere con calma sulle cose.

Il lago Phewa a Pokhara, in Nepal.

IL MIGLIOR SOUVENIR CHE HO PORTATO A CASA DA UN VIAGGIO Ho l’abitudine di comprare piatti di ceramica in ogni luogo che visito, per portarli in regalo ai miei genitori. In Tunisia, però, mi sono innamorato di alcuni oggetti-scultura di ceramica Sejnane. Poiché la Tunisia è un Paese culturalmente molto diverso dal Giappone, mi ha fatto piacere regalare agli amici qualcosa che qui non avrei mai potuto trovare (ciotole di ceramica Sejnane da 160 euro, su etsy.com).

L’ULTIMO PEZZO CHE HO AGGIUNTO AL GUARDAROBA Un maglione lavorato a maglia, italiano, degli anni Sessanta, comprato in un negozio vintage nel distretto di Shibuya, dove si trova la nostra azienda.

SE DOVESSI LIMITARE LO SHOPPING A UN QUARTIERE Se parliamo di moda, sceglierei Setagaya City, a Tokyo. Amo il vintage e qui ci sono tanti negozi indipendenti dove mi piace curiosare (molto più che acquistare online!). Uno dei miei preferiti è Tahlia Store. Ma sulla Setagaya Line se ne incontrano molti altri, che si alternano a librerie di second-hand e piccoli caffè (@tahlia_store).

“Piano sonata 01” (2025), di Nerhol. Tavolino “Holebid” (1984), di Ettore Sottsass (6.250 €, sushop.memphis.it). (ph. Courtesy Nerhol, Yutaka Kikutake Gallery; COURTESY MEMPHIS MILANO) 

L’ARTISTA CHE COLLEZIONEREI SE POTESSI Sicuramente Nerhol, duo artistico giapponese emergente, formato da Yoshihisa Tanaka e Ryuta Iida. Tanaka lavora anche come graphic designer per Issey Miyake, ma la verità è che seguivo la sua produzione artistica da prima. Il lavoro di Nerhol è concettuale e spesso fonte di ispirazione, soprattutto le sue sculture di carta. E poi il designer italiano Ettore Sottsass: nel 2011, a Tokyo, il museo del design 21_21 Design Sight (fondato tra gli altri dallo stesso Issey Miyake e progettato dall’architetto Tadao Andō, ndr) dedicò una grande mostra ai suoi lavori e a quelli del designer giapponese Shirō Kuramata. Erano esposti anche alcuni oggetti in vetro – materiale che amo particolarmente – e un giorno mi piacerebbe acquistarne uno (@ner_hol; 2121designsight.jp).

IL MUSEO O LA GALLERIA CHE CONSIDERO INTERESSANTE Vorrei visitare nei prossimi mesi il Dia:Beacon della Dia Art Foundation a New York, sulle rive del fiume Hudson: ha un’importante collezione di artisti tra cui Joseph Beuys, Cy Twombly e On Kawara. Un altro è il Tel Aviv Museum of Art con l’arte contemporanea, israeliana e non solo (diaart.org; tamuseum.org).

IL MIO SPAZIO VERDE PREFERITO IN CITTÀ Il Komazawa Olympic Park, costruito nel distretto di Setagaya in occasione dei Giochi olimpici del 1964. È l’ideale per fare sport all’aperto: io ci vado a correre, camminare o semplicemente a rilassarmi nel verde (1-1 Komazawakoen, Setagaya City, gotokyo.org).

UN PROGETTO ARTISTICO IMPERDIBILE Senz’altro Kyotographie, festival internazionale di fotografia che si tiene a Kyoto in primavera (kyotographie.jp).

SE NON VIVESSI A TOKYO Andrei a vivere in montagna, per fare trekking e snowboard.

SE NON FACESSI CIÒ CHE FACCIO Farei il fotografo.

Riproduzione riservata ©
Loading...
Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti