«Dalla bolla del gin nasceranno nuovi classici». Lo dice il maestro Desmond Payne
La leggenda delle botaniche con 52 anni di carriera racconta perché proprio adesso si sta assistendo a una super produzione e sperimentazione di gin anche in Italia (anche se il fenomeno ridimensionerà in futuro)
di Maurizio Maestrelli
3' di lettura
3' di lettura
In un mondo sempre più affollato di fittizie superstar, effimeri protagonisti e artisti autonominatisi, incontrare una persona come Desmond Payne è come prendere una profonda boccata d'aria pura di montagna. Nel suo settore, quello della distillazione del gin, Payne è una star, una leggenda. Non tanto o non solo perché è stato addirittura insignito del titolo di MBE, ovvero Member of the Order of the British Empire, ma soprattutto per il fatto che, con i suoi 52 anni di carriera è un punto di riferimento mondiale per tutti: distillatori, bartender, e appassionati.
Lo abbiamo incontrato a Milano, a margine del Gin Day e in occasione del lancio della sua ultima “creatura”: il Beefeater London Garden, una rivisitazione dello storico e intramontabile Beefeater, uno dei gin più noti e diffusi al mondo, con l'aggiunta di due nuove botaniche: il timo e il limone verbena, più noto dalle nostre parti come “erba luigia”.
Mr. Payne, cosa si prova allora a essere considerato una leggenda?
«Non ne ho idea. Pensavo si diventasse delle leggende solo dopo essere morti…».
Beh, mi creda. Lo dicono tutti. È oltre mezzo secolo che firma dei gin di successo. Si ricorda del primo?
«Ovviamente. Il mio primo lavoro è stato con per Seager, Evans & Co, un'azienda specializzata nel commercio del vino ma che possedeva una piccola distilleria di gin. È lì che, nel 1967, mi sono innamorato…»
Poi è arrivato l'incarico in Plymouth e infine l'approdo in Beefeater…
«Esatto, nel 1995. Al tempo il mercato del gin sembrava essere stanziale, se non in leggero declino nei confronti della vodka, ora invece viviamo una sorta di seconda “Gin Craze” e il mercato è più interessante ed eccitante che mai. Sono molto contento di aver partecipato fin dall'inizio a questa nuova stagione del gin con il mio Beefeater 24 che vide la luce ormai dodici anni fa…».


