Novanta anni di storia dell’automobile

Dall’Isotta Fraschini alla Lancia Kappa, auto d’epoca in mostra a Roma fra storia e passione

Quattro gioielli da ammirare in un nuovo spazio Aci, nella Galleria Caracciolo. Prestigiose vetture del Mauto, il Museo nazionale dell’auto

di Nicoletta Cottone

Dall’Isotta Fraschini alla Lancia Kappa, in mostra a Roma auto che hanno fatto epoca

3' di lettura

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Una Isotta Fraschini del 1910, molto di moda all’epoca negli Stati Uniti. Una Lancia Kappa del 1919, primo modello della casa torinese dopo la Prima guerra mondiale. Una OM 469 sport del 1922, un’auto sportiva che si è distinta nelle corse e un’Alfa 8C 2300, potente e velocissima, pilotata dai più grandi corridori dell’epoca. Sono i quattro gioielli in mostra a Roma, in un nuovo spazio per ammirare vetture del passato. È la mostra di auto d’epoca del Mauto, il Museo nazionale dell’auto presso il nuovo spazio espositivo Aci nella Galleria Caracciolo di via Marsala a Roma, proprio sotto la sede nazionale dell’Automobile Club d’Italia. Un’esposizione che racconta 90 anni di storia dell’automobile e porta alla ribalta la passione per le auto storiche, che coinvolge migliaia di appassionati.

Nella galleria Caracciolo si alterneranno gioielli del passato

Una mostra in divenire, quella della Galleria Caracciolo, dove nei prossimi mesi si alterneranno altre vetture del passato per consentire al pubblico di ammirare tante auto che siamo abituati a vedere solo nei libri o in foto. Una passione quella per le auto d’epoca che coinvolge migliaia di appassionati. Dal report 2023 sul motorismo storico in Italia risulta che il parco circolante di auto di interesse storico è di 4,3 milioni di vetture, un parco auto che vale oltre 100 miliardi di euro. Un patrimonio culturale, sociale ed economico.

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Un modo per diffondere il motorismo storico

«La Galleria Caracciolo - spiega Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci - prende il nome dal principe Filippo Caracciolo di Castagneto, che per oltre vent’anni è stato presidente della Club d’Italia. In questo luogo ci è sembrato importante poter ospitare alcune tra le più belle macchine del Museo dell’Auto di Torino, di cui noi siamo soci fondatori. Questo è un modo per cercare di diffondere il motorismo storico, dando l’opportunità, di vedere queste macchine anche passando da questa galleria, per andare a prendere probabilmente il treno alla stazione Termini».

Potenza e comfort nella Lancia Kappa del 1919

Testimonianza della tecnologia che già all’epoca caratterizzava le auto italiane potenti e veloci è la Lancia Kappa, primo modello della casa torinese dopo la Prima guerra mondiale. «Lancia Kappa del 1919, un nome che peraltro è stato recuperato negli anni 90 per delle auto di serie, è una macchina - sottolinea il presidente dell’Aci - molto prestigiosa, anche perché Lancia era, dopo Isotta Fraschini, il marchio che costruiva macchine robuste, rifinite, curate. La Lancia ha avuto un grande merito, perché è sempre stata una macchina con delle innovazioni tecnologiche molto avanzate rispetto alle altre concorrenti». Potenza, comfort e possibilità di viaggiare con buona velocità, ma soprattutto con molta comodità».

L’Isotta Fraschini era la Rolls Royce della produzione italiana

L’Isotta Fraschini è la macchina più prestigiosa in mostra. «Era la Rolls Royce della produzione italiana. Era la macchina destinata ai nobili, ai grossi industriali, alle persone che avessero veramente delle importanti disponibilità economiche. Macchine curatissime nei dettagli, con una meccanica sicuramente avanzata, ma soprattutto indice di comfort, comodità e lusso», ricorda Sticchi Damiani.

La silhouette in lamiera della Om 469 Sport

C’è poi la OM 469 Sport del 1922 con una silhouette in lamiera, un’auto sportiva vincitrice della Coppa delle Alpi e dei circuiti del Garda del Mugello. Un’auto che ha anche partecipato alla 1000 Miglia 2021. «Un’auto destinata alle corse - sottolinea Sticchi Damiani - anche per la posizione dei due sedili più avanzato, quello del pilota più arretrato quello del passeggero per dare maggiore possibilità di movimento, perché così si guidava molto, usando le braccia con movimenti continui e costanti, soprattutto nelle curve e quindi probabilmente anche per avere una maggiore visibilità laterale. Questa macchina è essenziale, non è addirittura verniciata per non caricare di ulteriore peso. Una macchina che testimonia un periodo in cui la voglia della velocità era veramente importante».

L’Alfa che andava a 180 km/h nel 1934

La più giovane vettura esposta, con i suoi 90 anni, è un’Alfa Romeo 8C 2300 del 1934. Una vettura potente, velocissima, carrozzata dalla storica Officina Touring, uno dei capolavori di Vittorio Jano all’Alfa Romeo, un’auto che ha vinto per vari anni la Millemiglia, la 24 Ore di Le Mans, il Gran Premio di Monaco, il Gran Premio d’Italia e la Targa Florio. «Questa una macchina che nel ’34 andava a 180 all’ora. Stiamo parlando - precisa il presidente dell’Aci - di prestazioni incredibili per l’epoca. Basti ricordare che con questa vettura hanno corso grandi campioni come Enzo Ferrari, Nuvolari e Ascari». Insomma, chi passa per Roma, a un passo dalla Stazione Termini, può fare un tuffo nel passato, ammirando fra le bellezze della Capitale, anche i veicoli più rappresentativi della tradizione motoristica italiana.

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