Piano casa, stretta anti furbetti. Dati al Fisco e stop ai benefici
di Giuseppe Latour e Giovanni Parente
di Barbara Ganz
4' di lettura
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«È più pericoloso toccare i 350 all’ora in moto su rettilineo del Mugello o perdere l’equilibrio in casa quando hai 75 anni e soffri di osteoporosi?».
Questa domanda ha guidato il lavoro di D-Air Lab, startup di Ricerca e sviluppo nata dalla esperienza di Dainese, azienda da sempre impegnata nella protezione del corpo (degli sportivi).
Dopo cinque anni di lavoro in laboratorio, studi, prove e test per arrivare alla prototipazione prima e, finalmente alla produzione e commercializzazione, ecco la risposta al quesito iniziale: si chiama FuturAge ed è una cintura dotata di sensori in grado di riconoscere i movimenti di chi lo indossa e attivare un vero airbag solo in caso di necessità – ossia prima di cadere a terra - proteggendo le anche e la testa del femore da possibili fratture e inviando in contemporanea un messaggio con le proprie coordinate GPS a tre numeri d’emergenza.
L’obiettivo è ridurre di oltre il 90% la forza trasmessa sulle articolazioni al momento dell’impatto e di conseguenza i rischi di una frattura. e di limitando in questo modo i danni di quello che, in geriatria, viene definito “uno dei quattro giganti della terza età”, insieme a depressione, incontinenza e deficit di memoria (ISS).
Ogni anno in Italia secondo i dati sono circa 120mila le persone che cadono fratturandosi il femore: sono principalmente nella fascia d’età tra gli 80 e gli 89 anni (59%), in maggioranza donne e in larga parte affetti da fragilità ossea. Tassi di cadute, e complicazioni associate, aumentano sensibilmente con l’età e raddoppiano nelle persone con più di 75 anni. Spiega Giuseppe Sergi, direttore Geriatria dell’Ospedale Università di Padova: «Il 30% della popolazione anziana cade almeno una volta all'anno e più del 50% cade più di una volta all’anno; questo comporta un elevato rischio di fratture con tutte le conseguenze che ne derivano». Nella maggior parte dei casi, è necessario un intervento chirurgico che, per una migliore e più rapida ripresa, deve avvenire entro le 48 ore dall’infortunio. I costi sanitari sono altissimi, e così quelli umani, fra riabilitazione, necessità di assistenza e una possibile perdita di autonomia: in un Paese dove circa il 23% della popolazione ha più di 65 anni – attualmente 13 milioni di persone con una proiezione al 2050 al 35% – il tema è centrale.