Dall’Erc 210 milioni per le super-borse di ricerca Ue
Con i «Plus Grant» in palio 7 milioni per 30 progetti di durata dai 4 ai 7 anni: si punta ai ricercatori in fuga dagli Usa di Trump
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I punti chiave
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Era il 5 maggio 2025 quando la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, lanciava dalla Sorbona di Parigi il programma “Choose Europe” con l’obiettivo esplicito di attrarre nel Vecchio continente i ricercatori in fuga dagli Usa a causa delle politiche restrittive di Donald Trump su atenei e ricerca. Poco più di un anno dopo arrivano i nuovi Plus Grants dell’European research council (Erc), super-borse per l’innovazione da 7 milioni di euro erogati nell’arco di quattro-sette anni.
I super Grant
Considerando il plafond di 210 milioni si punta a finanziarne 30. E già questo dà una dimensione del prestigio dell’iniziativa, se consideriamo che ogni anno l’Erc elargisce un migliaio di grant. Il programma si rivolge a ricercatori eccezionali, di qualsiasi nazionalità o età, con idee audaci che non potrebbero essere realizzate con un finanziamento classico. Nel presentare la misura Ekaterina Zaharieva, commissaria per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione, ha esplicitato l’obiettivo: «Ci assicuriamo che l’Europa non solo trattenga le sue menti più brillanti, ma diventi anche la destinazione preferita per i migliori talenti scientifici di tutto il mondo». Le ha fatto eco Maria Leptin, presidente dell’Erc: «Il nostro Consiglio scientifico non vede l’ora di valutare questo progetto pilota. Ciò è in linea con la visione internazionale dell’Erc e con la sua missione di far prosperare la scienza di alto livello in Europa».
Le altre iniziative sul tavolo
I nuovi finanziamenti fanno parte di un pacchetto Ue più ampio per il 2025-2027 che ha visto - sempre nell’ambito di “Choose Europe” - incrementare il sostegno ai ricercatori spingendoli a trasferirsi in Europa. I candidati ai finanziamenti Starting Grant, Consolidator Grant e Advanced Grant, attualmente con sede al di fuori dell’Europa, possono richiedere, infatti, fino a 2 milioni di euro di finanziamenti aggiuntivi per trasferire il proprio laboratorio o team di ricerca in uno Stato membro dell’Ue o in un Paese associato al programma Horizon Europe. E un primo risultato già ci sarebbe stato: i bandi di finanziamento Erc più recenti hanno registrato un forte aumento delle candidature degli studiosi provenienti da oltreoceano. In alcuni bandi, il numero di candidati statunitensi è stato quattro volte superiore rispetto alle edizioni precedenti.
In parallelo le autorità nazionali e regionali di tutta Europa stanno introducendo anche altre iniziative per attrarre talenti internazionali: dalle borse di studio ai programmi per ricercatori in visita fino all’offerta di cattedre universitarie o ruoli di responsabile di gruppo junior. Resta da capire quanti di loro sceglieranno poi l’Italia per le loro ricerche, visto che come evidenziato nell’ultimo rapporto Anvur sulla formazione superiore (su cui si veda il Sole 24 Ore del 12 aprile) il nostro Paese resta quinto per capacità di aggiudicarsi fondi competitivi sulla ricerca ed è stato superato pure dall’Olanda. Ma questa è un’altra questione.
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