Test d’ingresso, ecco il decreto per architettura: possibili più sessioni
La vera novità riguarda l’apertura del ministero dell’Università a predisporre più sessioni, invece che una sola
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I test di accesso alla facoltà di Architettura si avvicinano e assumono contorni più definiti, con una importante novità: per l’anno accademico 2026/27 potranno esserci più sessioni, a differenza di quella unica degli anni scorsi. La modifica è scritta nero su bianco nel decreto appena pubblicato dal ministero dell’Università, firmato dalla titolare del dicastero Anna Maria Bernini, che fissa le modalità e i programmi per l’anno prossimo. Fissando anche una data massima per i test: il 30 settembre 2026.
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Un test unico ma gestito dagli atenei: 50 quesiti e 100 minuti
Restano invariati i principi di fondo: accesso programmato, selezione tramite test e valutazione di competenze trasversali e disciplinari. La prova di ammissione si conferma strutturata su un modello standardizzato a livello nazionale ma con somministrazione locale. Ogni università potrà organizzare più sessioni, mantenendo però invariata la struttura del test: 50 quesiti a risposta multipla con cinque opzioni ciascuno, una sola corretta, da svolgere in 100 minuti.
La distribuzione delle domande è rigidamente definita: 10 quesiti di comprensione del testo, 10 di ragionamento logico, 10 dedicati a storia (inclusa storia dell’arte), 10 su disegno e rappresentazione e 10 su matematica e fisica. Il punteggio massimo ottenibile è pari a 50 punti: +1 per ogni risposta corretta, 0 per le omissioni e penalizzazione di -0,25 per gli errori.
Competenze richieste e impostazione del programma
Il decreto ribadisce che le prove sono costruite a partire dai programmi allegati al provvedimento ministeriale e coerenti con le competenze acquisite nel percorso scolastico secondario superiore. In particolare, vengono valutate la comprensione di testi di diversa natura, le capacità logico-matematiche, la cultura generale con attenzione agli ambiti storico-sociali e istituzionali, oltre alle discipline caratterizzanti come disegno, matematica e fisica.
Per l’area scientifica restano centrali gli elementi di algebra, geometria euclidea e analitica, probabilità e trigonometria, insieme ai principi fondamentali della fisica: meccanica, termodinamica, elettrostatica ed elettrodinamica. Sul fronte grafico, il test continua a verificare la capacità di leggere e interpretare rappresentazioni come piante, prospetti e assonometrie.
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