Dall’AI all’estensione dell’autonomia elettrica: l’evoluzione del suv
Piattaforma modulare, batteria cell to body solidale al telaio e oltre 800 chilometri di guida senza sosta: cinque buoni motivi per analizzare Volvo EX60.
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Volvo EX60 ridefinisce il concetto di mobilità elettrica per il marchio svedese. Non il solito annuncio scritto dalla divisione marketing ma una lunga di novità portate al debutto dal suv medio elettrico e pronte ad essere implementate sui futuri modelli del marchio svedese ma anche su quelli già in produzione grazie agli aggiornamenti Over the Air.
Volvo EX60 Autonomia
Come si fa a diventare la Volvo elettrica con la maggiore autonomia? Grazie ad una combinazione di tecnologie, tecniche costruttive ma soprattutto un approccio realizzativo che si stacca completamente da quello di un’auto endotermica. Perché la Volvo EX60 riesce a superare gli 800 chilometri di autonomia merito di una scocca leggera costruita con la tecnica Megacasting, ovvero un’unica grande fusione di alluminio che va a unire in un solo stampo un lungo elenco di componenti, rete a 800 Volt, batteria fino a 117 kWh cell to body integrata nel telaio e una struttura hardware e software in grado di renderla una vera e propria auto definitiva dal software.
Volvo EX60 tempi di ricarica
Se l’autonomia a disposizione sarà in grado di dire addio ad ogni forma d’ansia, i tempi di ricarica annunciati promettono un totale cambio di paradigma di una Volvo elettrica. Perché grazie alla rete a 800 Volt, possono essere ricaricate a 22 kW in corrente alternata e fino a 370 kW in corrente alternata sulla P12. Potenza che si traduce in soli 19 minuti per recuperare 340 chilometri di autonomia. Bassi anche i consumi, con una media di 15 kWh/100 km. Il tutto sfruttando al meglio la tecnologia di bordo, capace di arrivare alla colonnina con la batteria alla corretta temperatura di utilizzo.










