Eni Award

Dall’acqua di mare alla canna da zucchero: così l’Eni premia il futuro dell’energia

La cerimonia di consegna dei riconoscimenti al Quirinale alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e dei vertici del gruppo, il presidente Giuseppe Zafarana e l’ad Claudio Descalzi

di Celestina Dominelli

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C’è la tecnologia rivoluzionaria per rendere efficace la raccolta dell’energia osmotica, che si ricava dalla differenza di salinità tra acqua di mare e acqua dolce, come pure la ricerca, che arriva dalla Costa d’Avorio, che punta a valorizzare la melassa di canna da zucchero e le bucce di baccello di cacao per produrre una bioplastica di largo utilizzo facilmente biodegradabile (l’acido polilattico). E ancora, uno studio innovativo che accende un faro sullo stoccaggio energetico e sulla possibilità di allungare la durata delle batterie al litio per oltre 50 anni, utilizzando materiali sostenibili e ad alta densità energetica.

La cerimonia di scena al Quirinale

Tanti tasselli, tra loro diversi certo, ma che accendono tutti una luce sul futuro dell’energia e che sono al centro della diciassettesima edizione dell’Eni Award, divenuto ormai un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente e di scena oggi al Quirinale con la consueta cerimonia di premiazione alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e dei vertici del gruppo, il presidente Giuseppe Zafarana e l’ad Claudio Descalzi. Dai quali è arrivata una forte sottolineatura sulla necessità di continuare a investire nella ricerca per costruire un futuro più sostenibile.

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Zafarana: solo attraverso la scienza è possibile affrontare le sfide più grandi

«Con questo riconoscimento, giunto ormai alla sua diciasettesima edizione, Eni è profondamente convinta di voler investire sulle persone, sul progresso e riconosce alla scienza un ruolo centrale nello sviluppo di soluzioni innovative», ha detto il presidente Zafarana nel corso della cerimonia non prima di aver ribadito che il ruolo di aziende come Eni «è di continuare a generare il cambiamento e di offrire visioni che diano anche una direzione» e che solo attraverso la scienza è possibile «affrontare le sfide più grandi», dal climate change alla transizione energetica, «con strumenti concreti e con la forza dell’intelligenza collettiva».

Descalzi: una visione chiara del futuro è la chiave per generare valore duraturo

Un ruolo cruciale, quindi, sul quale si è soffermato anche l’ad Descalzi che ha parlato della capacità, per l’industria, «di assumersi rischi» che «accompagnata da una visione chiara del futuro e coerente nel tempo, è la chiave per generare valore duraturo e costruire un ecosistema dell’innovazione aperto, dinamico e orientato al futuro». Partnership solide, ha aggiunto il numero uno di Eni, «basate sullo scambio e l’arricchimento reciproco, devono indirizzare gli sforzi della ricerca verso le esigenze della società, puntando a generare il più alto impatto possibile».

Ed ecco tutti i riconoscimenti del premio istituito dal 2008 (con più di 11mila candidature dal suo avvio a oggi) e il cui perno è rappresentato da una commissione scientifica di elevato prestigio in cui siedono scienziati provenienti dai più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale e che negli anni ha visto la partecipazione di sei premi Nobel.

I riconoscimenti principali

Il premio Transizione Energetica, uno dei tre riconoscimenti principali, che valorizza le migliori innovazioni per la decarbonizzazione dell’attuale sistema energetico, è stato assegnato a Jeff Dahn della Dalhousie University (Canada) per i suoi studi innovativi nello stoccaggio energetico, che hanno portato allo sviluppo di batterie agli ioni di litio e di sodio progettate con l’obiettivo di raggiungere una vita utile superiore ai 50 anni, utilizzando materiali sostenibili e ad alta densità energetica.

 

 

Il premio Frontiere dell’Energia, per ricerche sulle fonti rinnovabili e sullo stoccaggio dell’energia, è stato assegnato al Lydéric Bocquet dell’Ecole Normale Supérieure (Francia) per i suoi eccezionali contributi nello sviluppo di una tecnologia rivoluzionaria per rendere efficace la raccolta dell’energia osmotica, che si ricava dalla differenza di salinità tra acqua di mare e acqua dolce e che è una fonte di energia completamente rinnovabile, priva di emissioni di gas serra, non intermittente e disponibile a livello mondiale.

Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche per la salvaguardia e l’uso sostenibile delle risorse naturali, è stato assegnato a Philippe Ciais del Laboratoire des Sciences du Climat et de l’Environnement (Francia) per i suoi contributi fondamentali alla quantificazione, comprensione e previsione dell’assorbimento di carbonio da parte degli ecosistemi terrestri su scala globale, regionale e locale, con profondi risvolti nella definizione di strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici.

Il focus sui giovani ricercatori

Il premio Giovane Ricercatore dell’Anno, rivolto a ricercatori che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane, è stato assegnato, invece, a Maria Basso (Università degli Studi di Padova), per lo studio dei materiali chiave per affrontare le sfide globali, legate al consumo energetico e alla scarsità d’acqua, con un approccio a basso impatto ambientale, e a Virginia Venezia (Università degli Studi di Napoli Federico II) che ha contribuito a sviluppare strategie innovative per la valorizzazione di biomasse di scarto in materiali multifunzionali utilizzabili negli imballaggi alimentari, nella protezione ambientale e nel recupero di metalli nobili da rifiuti elettronici.

Lo sguardo sui giovani talenti africani

La sezione Giovani Talenti dall’Africa, istituita nel 2017 in occasione del decennale di Eni Award e dedicata ai giovani talenti dal Continente Africano, conferisce, in questa edizione, due premi, assegnati a Asengo Gerardin Mabia dell’Institut National Polytechnique Félix Houphouët-Boigny (Costa d’Avorio) e a Shimaa Farag dell’American University in Cairo (Egitto). I dottorandi vincitori ricevono un premio per potenziare e arricchire la loro attività di ricerca durante il corso di dottorato che stanno frequentando presso le università di appartenenza. La ricerca di Mabia punta sulla valorizzazione dei rifiuti agricoli e agroindustriali in Costa d’Avorio, come detto la melassa di canna da zucchero e le bucce di baccello di cacao, per produrre bioplastica di largo utilizzo. La ricerca di Farag Shimaa mira, invece, a fornire una soluzione innovativa, ecologica ed economica per il trattamento delle acque reflue in Egitto, in particolar modo per la rimozione di metalli pesanti e antibiotici.

 

I premi ai ricercatori e agli esperti del gruppo

Per la sezione Eni for Innovation, che elegge i progetti più innovativi sviluppati da ricercatori ed esperti tecnici Eni, sono stati premiati: Michele Gerolin, Tiberio Grasso, Luigi Miozza, Alberto Moro (EniProgetti); Simone Ambrosini, Andrea Vignali (Eni) per l’idea brevettuale relativa ad un sistema robotico, basato sul processamento in tempo reale dell’imaging acustico mediante algoritmi di visione intelligente, per la rilevazione, localizzazione e caratterizzazione autonoma di anomalie sottomarine; Antonio Amico, Andrea Amoroso, Corrado Fittavolini, Francesca Guarnieri, Alberto Landoni, Nicoletta Panariti, Francesco Ricci (Eni) per la soluzione tecnologica innovativa di un processo integrato per la produzione di biobenzina, con una riduzione stimata delle emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo di vita tra il 60% e l’80% rispetto alla benzina tradizionale da fonte fossile; Alfonso Amendola, Giammarco Gioco, Mario Primato, Simone Sala (Eni); Tommaso Audino, Mario Di Marco (Plenitude); Emanuele Martelli (PoliMi) per la soluzione digitale di un sistema di supporto decisionale per valutare, tramite un modello di ottimizzazione, le opportunità di decarbonizzazione in sistemi multi-energetici complessi già a partire dalla fase di studio di pre-fattibilità.

 

Le tre startup che hanno ricevuto la menzione speciale

Anche quest’anno poi l’Eni, attraverso Joule, la sua Scuola per l’Impresa, ha assegnato la Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, destinata a team, spin off universitari, startup. I riconoscimenti sono stati assegnati a tre startup che si sono particolarmente distinte: Exe Engineering for Environment, Koalisation Società Benefit ed Eoliann Società Benefit.

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