Bikeconomy

Dal turismo all’intelligenza artificiale, la bicicletta guarda al futuro

Al Bike Festival una tre giorni di gare, dibattiti e presentazioni sulla bici offroad come mezzo per scoprire il territorio e attrarre turismo all’insegna della sostenibilità e dell’esperienza personale

di Pierangelo Soldavini

 (Pia Nowak)

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RIVE DEL GARDA - La bicicletta che va da sola non è una prospettiva vicina e, probabilmente, neanche reale, perché le due ruote si basano su persone e relazioni. Ma l’intelligenza artificiale sta facendo breccia nel settore come supporto di un’esperienza personale e personalizzata, fatta di emozioni su misura del singolo.

A fare da grimaldello agli algoritmi sulle due ruote è la bici a pedalata assistita, costruita sulla piattaforma di un motore elettrico in continua evoluzione che permette di raccogliere una montagna di dati a ogni pedalata: sul percorso, sulla bicicletta e sul ciclista. “Stiamo costruendo un patrimonio di informazioni che pone le basi per mettere a punto esperienze su misura dei singoli, sulla base della valutazione fisica del ciclista, sulle sue preferenze e sulle caratteristiche dei percorsi”, commenta Stefano Udeschini, founder di Epic Trail, che di mestiere fa la guida e crea percorsi per la mountain bike. Ma sottolinea che non potrà mai affidarsi in toto all’AI per sostituire lo scouting sul campo e la conoscenza del contesto: “Abbiamo bisogno del tocco personale per far scattare l’emozione”.

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L’AI sulle due ruote

In ogni caso, “l’assistente personale intelligente, in grado di integrare informazioni e dati tra percorsi e persone per valutare l’esperienza migliore arriverà nell’arco di due o tre anni”, sostiene Tatjana Finger, founder e Ceo di Consult4AI, che si sta focalizzando anche sull’applicazione in ambito ciclistico.

Ma l’intelligenza artificiale potrà essere utile anche per gestire al meglio i flussi delle persone nel corso dell’anno e della stessa giornata, evitando il più possibile ingolfamenti e traffico eccessivo che possono verificarsi anche sulle ciclovie in quei territori che hanno fatto della bicicletta uno strumento di comunicazione e di offerta turistica.

Come succede nell’Alto Garda trentino, dove le due ruote rappresentano uno strumento alternativo e complementare al wind surf e alla montagna come base di offerta di un turismo sostenibile all’insegna del movimento e della salute.

Rete certificata di percorsi

Nella regione settentrionale del lago di Garda arrivano ogni anno un milione di persone che compongono un totale di 4,2 milioni di pernottamenti. Di queste, sei su dieci utilizzano la bicicletta almeno una volta nel corso del soggiorno. Ma non sono pochi quelli che vengono apposta per pedalare sulla rete fatta di 1.500 chilometri di percorsi ciclabili, tra piste e sterrati, che attraversano tutto il territorio.

È una rete che ha conquistato, prima in Europa, la certificazione Gold dell’International Trail Rating System che garantisce coerenza e qualità dei percorsi all’insegna di informazioni, orientamento e sicurezza coerenti al servizio dei ciclisti, assicurati dal lavoro continuo di manutenzione di una quindicina di ragazzi di Garda Trentino nel corso dell’anno.

Piattaforma per outdoor

La certificazione è stata ufficializzata in occasione del Bike Festival, la tre giorni dedicata alla bicicletta offroad che tra gare, tour guidati, stand e test dei modelli più recenti di mountain bike elettriche e gravel, lo scorso anno ha attratto 80mila persone.

“Nato trentadue anni fa a supporto della bicicletta come strumento di conoscenza del territorio, il Bike Festival ambisce a rappresentare la miglior piattaforma a livello europeo per la bicicletta outdoor – sostiene Oskar Schwazer, general manager di Garda Trentino -. Non è una fiera, ma un evento per gli appassionati con tre punti di forza: offre bike test con 2mila bici da provare in un contesto in cui si pedala tutto l’anno, arriva a inizio stagione permettendo di programmare i soggiorni e punta sull’italianità di un territorio con un’offerta di qualità a partire dall’enogastronomia”.

Oggi meno di un quarto dei turisti in arrivo sono italiani, quasi la metà sono tedeschi, mentre il resto è sempre più internazionale, dall’Inghilterra alla Polonia al Brasile.

“Partendo da queste basi il Bike Festival punta a crescere in termini di qualità e contenuti, proponendosi come stimolo e confronto per le aziende, dalla digitalizzazione del mondo bike, partendo dall’intelligenza artificiale, alla sostenibilità, non solo in termini funzionali”, conclude Schwazer, che cita come esempio un problema che si pone di fronte a una prima ondata di rinnovamento e sostituzione del parco ebike. “Si inizia a porre un problema da affrontare legato al fine ciclo di vita delle biciclette”.

Non è un caso che al Bike Festival sia disponibile un sistema di lavaggio delle biciclette che garantisce poi il recupero dell’acqua che – c’è da scommettere – sarà utilizzato poi nei bike hotel della zona del Garda trentino.

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