Legge di bilancio

Manovra 2026: riduzioni Irpef, detassazioni e bonus in busta paga per lavoratori privati e pubblici

La riduzione della seconda aliquota coinvolge 13,6 milioni di contribuenti

di Claudio Tucci

Pacchetto lavoro. La manovra ha un impatto su redditi e stipendi dei lavoratori (Imagoeconomica)

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Dal taglio della seconda aliquota Irpef, che passa dal 35 al 33%, alla detassazione degli aumenti contrattuali derivanti dai rinnovi firmati tra il 2024 e il 2026. Dal fisco di favore su premi di produttività, lavoro notturno e festivi, al bonus lavoratrici mamme con due figli, che da 40 euro al mese sale 60 euro al mese.

Come hanno ricordato anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e la titolare del Lavoro, Marina Calderone, la cifra della manovra 2026, approvata in via definitiva dalla Camera, è l’incremento di redditi e stipendi dei lavoratori. «Una cosa che ci chiedevano sia i sindacati che i datori di lavoro», hanno ricordato entrambi.

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Partiamo dall’Irpef. Da gennaio scatta la riduzione di due punti della seconda aliquota: l’intervento coinvolge circa 13,6 milioni di contribuenti. Per i soggetti con reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale, maggiore di 200mila euro, l’aumento si sterilizza con una riduzione di 440 euro su alcune detrazioni.

Viene poi introdotta un’imposta sostitutiva con aliquota pari al 5% sugli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione dei rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 ed entro il 31 dicembre 2026. La disposizione si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato con reddito, nell’anno 2025, non superiore a 33mila euro.

Secondo la relazione tecnica alla manovra si stima una platea di soggetti interessati a questa misura pari a circa 3,8 milioni di lavoratori dipendenti. Passa dal 5 all’1% l’imposta sostitutiva sui premi di produttività e si applica su importi che salgono da 3mila a 5mila euro (l’intervento vale anche per le quote di partecipazione agli utili da parte dei dipendenti). Sempre secondo la relazione tecnica alla manovra si ipotizza una potenziale platea di soggetti coinvolti di circa 250mila unità.

La leva fiscale è utilizzata anche su altre voci: sulle indennità/maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, di turno scatta, per il periodo di imposta 2026 (salva espressa rinuncia del dipendente) una imposta sostitutiva pari al 15 per cento sulle somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro. Il beneficio viene applicato dai sostituti di imposta ai lavoratori con reddito da lavoro dipendente inferiore a 40mila euro. La relazione tecnica stima un numero di lavoratori interessati a questa misura pari a 2,3 milioni. Il bonus per le lavoratrici mamme con due figli (fino al compimento del decimo anno di vita del secondo), e con redditi entro i 40mila euro, sale da 40 a 60 euro al mese. I buoni pasto esentasse passano da 8 a 10 euro.

Novità anche per i dipendenti pubblici. Per il 2026 i compensi per il trattamento economico accessorio, comprensivi delle indennità di natura fissa e continuativa, erogati al personale con reddito di lavoro dipendente di importo non superiore a 50mila euro, sono assoggettati ad una imposta sostitutiva pari al 15 per cento, entro il limite di 800 euro.

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