Manovra

Dal taglio al cuneo agli sgravi alle lavoratrici con figli: così cambia il lavoro

Novità in arrivo anche su premi di produttività, fringe benefit, congedi, apprendistato, rinnovo contratti pubblici.

di Claudio Tucci

Ultima battaglia alla Camera, la manovra e' legge

5' di lettura

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Dalla conferma del taglio al cuneo fiscale-contributivo per i redditi medio-bassi al pacchetto per spingere produttività e conciliazione vita-lavoro. Dai congedi a nuovi rifinanziamenti degli ammortizzatori sociali. La manovra 2024 è legge, e sul fronte lavoro prevede diverse novità. La più consistente, anche per entità di risorse stanziate, oltre 10 miliardi, è la conferma della riduzione del cuneo fiscale-contributivo che viene riproposto anche nel 2024 (la misura è stata prevista da precedenti governi e rafforzata dall’esecutivo Meloni). Ma procediamo con ordine e vediamo, punto per punto, tutte le novità.

Taglio al cuneo

Anche per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 viene confermato un esonero sulla quota dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori dipendenti pubblici e privati pari al 6 per cento se la retribuzione imponibile non eccede l’importo mensile di 2.692 euro (35mila euro annui lordi) e al 7 per cento se la medesima retribuzione non eccede l’importo mensile di 1.923 euro (25mila euro annui lordi). In entrambi i casi, la retribuzione imponibile è parametrata su base mensile per tredici mensilità e l’esonero non ha effetti sul rateo di tredicesima. Tenuto conto dell’eccezionalità dell’esonero dal pagamento della quota dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

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Premi di produttività

Si interviene anche sui premi di produttività prevedendo che, anche per il 2024, la tassazione agevolata sia pari al 5 per cento (e non più 10 per cento). La misura vale per somme incentivanti fino a 3mila euro a vantaggio di lavoratori con retribuzioni fino a 80mila euro.

Fringe benefit

La manovra eleva poi, per il periodo d’imposta 2024, da 258,23 a mille euro (2mila per i dipendenti con figli fiscalmente a carico) il limite di esenzione per i cosiddetti fringe benefit. Tra questi rientrano, tra l’altro, le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, oltre che le spese per l’affitto o il mutuo della prima casa.

Strutture turistico-alberghiere

Dal 1° gennaio al 30 giugno 2024 si riconosce una somma, a titolo di trattamento integrativo speciale, pari al 15 per cento delle retribuzioni lorde corrisposte per il lavoro notturno e straordinario effettuato nei giorni festivi, in favore dei dipendenti di strutture turistico-alberghiere con un reddito fino a 40mila euro.

Sgravi lavoratrici con figli

Una delle principali novità della manovra per il 2024 è l’introduzione di uno sgravio totale per le lavoratrici con almeno due figli. La norma prevede, per il triennio 2024-2026, un esonero totale della quota di contribuzione a carico delle lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, madri di tre o più figli, fino al diciottesimo anno di età da parte del figlio più piccolo. Limitatamente al 2024, lo stesso esonero è riconosciuto anche alle lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato madri di due figli, fino al decimo anno di età da parte del figlio più piccolo.

Riscatto periodi non coperti da retribuzione

Si riconosce la possibilità di riscattare i periodi non coperti da retribuzione, antecedenti il
1° gennaio 2024, per i lavoratori che rientrano nel sistema contributivo integrale, non
titolari di pensione, nella misura massima di cinque anni anche non continuativi.

Rifinanziamento della Cigs

Il governo mette sul piatto circa 300 milioni di euro complessivi per finanziare, anche nel 2024, alcuni interventi di sostegno al reddito a favore di imprese in difficoltà e di alcune categorie di lavoratori. Si si stanziano 10 milioni per i lavoratori dipendenti dalle imprese del settore dei call center; altri 30 milioni serviranno, il prossimo anno, al finanziamento dell’indennità onnicomprensiva, di importo non superiore a trenta euro giornalieri, per ciascun lavoratore dipendente da impresa adibita alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, in caso di sospensione dal lavoro derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio. Per consentire poi, alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa, il completamento dei piani di recupero occupazionale vengono stanziati ulteriori 70 milioni sempre nel 2024. Queste risorse, d’intesa con governo e regioni, potranno essere utilizzate per concedere un nuovo intervento di integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 12 mesi. Sempre nella manovra si interviene poi in favore dei lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati a orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate e confiscate, sottoposte ad amministrazione giudiziaria, prorogando, per gli anni 2024, 2025 e 2026, le misure di sostegno al reddito per una durata massima di complessivi 12 mesi nel triennio e nel limite di spesa di 0,7 milioni per ciascun anno. Con altri 50 milioni si prorogano gli ammortizzatori per i lavoratori per specifiche situazioni di crisi aziendali nell’ambito della ripresa dell’attività economica dopo pandemia e crisi energetica. Ci sono poi 19 milioni per l’integrazione salariale, prevista anche ai fini della formazione professionale per la gestione delle bonifiche, legate all’Ilva. La relazione tecnica della manovra evidenzia come la misura abbia un costo di circa 9.500 euro annui per lavoratore. I destinatari del trattamento di Cigs sono 2.131, di cui 1.808 dipendenti Ilva, 311 di Sanac e 12 di Taranto Energia. Si prevede una sospensione media di 2.109 unità. Si stabilisce poi per le imprese di interesse strategico nazionale con un numero di lavoratori dipendenti non inferiore a mille, che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati per la complessità degli stessi, un ulteriore periodo di cassa integrazione salariale straordinaria fino al 31 dicembre 2024 al fine di salvaguardare il livello occupazionale e il patrimonio delle competenze dell’azienda medesima. Per questo fine, si stanziano 63,3 milioni di euro. Sempre secondo la relazione tecnica alla manovra, la platea coinvolta da questa disposizione è di circa 2.500 lavoratori di Ilva-Arcelor Mittal limitatamente allo stabilimento di Taranto.
Altri 50 milioni sono infine aggiunti per la proroga 2024 degli ammortizzatori sociali per riorganizzazione o crisi aziendale.

Congedi

La manovra modifica i criteri di calcolo dell’indennità per i congedi parentali fruiti fino al sesto anno di vita del bambino. Alla misura specifica già prevista per un solo mese, pari
all’80 per cento della retribuzione, si aggiunge una misura specifica, pari al 60 per
cento della retribuzione, per un altro mese, la quale è ulteriormente elevata all’80 per
cento per il 2024.

Apprendistato formativo e scuola-lavoro

Si prevede un incremento di 50 milioni di euro per il 2024 delle risorse destinate al finanziamento dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro) e all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica
superiore.

Lotta all’evasione nel lavoro domestico

Si dispone che Agenzia delle entrate e Inps realizzino la piena interoperatività delle rispettive banche dati per lo scambio e l’analisi dei dati al fine di contrastare l’evasione fiscale nel settore del lavoro domestico.

Bonus rette asili nido

Nella manovra c’è spazio anche misure di sostegno all’infanzia. Per una specifica fattispecie è previsto un incremento del buono per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici e privati, e per forme di supporto domiciliare per bambini aventi meno di tre anni di età e affetti da gravi patologie croniche. In particolare, l’incremento concerne i nuclei familiari in relazione a un figlio (o a più figli), nato dopo il 1° gennaio 2024, a condizione che nel nucleo sia presente almeno un altro figlio, di età inferiore a dieci anni, e che il medesimo nucleo abbia un valore di Isee non superiore a 40.000 euro.

Rinnovi Ccnl pubblico impiego

Nella manovra vengono stanziati 3 miliardi di euro per il 2024 e 5 miliardi di euro dal 2025 per la contrattazione collettiva nazionale del pubblico impiego. A decorrere dal 2024 l’indennità di vacanza contrattuale prevista a favore del personale destinatario dei contratti pubblici viene incrementata di un importo pari a 6,7 volte il suo valore annuale. Tale incremento, per un valore complessivo di 2 miliardi, è stato già pagato, nel mese di dicembre 2023, come anticipazione al personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato dipendente dalle amministrazioni statali. Secondo la Relazione tecnica allegata alla legge di bilancio, l’ammontare complessivo delle risorse così incrementate, unitamente a quelle del D.L. 145/2023, per il rinnovo dei Ccnl 2022/2024, consentiranno di riconoscere, a regime dal 2024, al personale del settore statale un incremento complessivo del 5,78%.

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