Sgravi lavoratrici con figli
Una delle principali novità della manovra per il 2024 è l’introduzione di uno sgravio totale per le lavoratrici con almeno due figli. La norma prevede, per il triennio 2024-2026, un esonero totale della quota di contribuzione a carico delle lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, madri di tre o più figli, fino al diciottesimo anno di età da parte del figlio più piccolo. Limitatamente al 2024, lo stesso esonero è riconosciuto anche alle lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato madri di due figli, fino al decimo anno di età da parte del figlio più piccolo.
Riscatto periodi non coperti da retribuzione
Si riconosce la possibilità di riscattare i periodi non coperti da retribuzione, antecedenti il
1° gennaio 2024, per i lavoratori che rientrano nel sistema contributivo integrale, non
titolari di pensione, nella misura massima di cinque anni anche non continuativi.
Rifinanziamento della Cigs
Il governo mette sul piatto circa 300 milioni di euro complessivi per finanziare, anche nel 2024, alcuni interventi di sostegno al reddito a favore di imprese in difficoltà e di alcune categorie di lavoratori. Si si stanziano 10 milioni per i lavoratori dipendenti dalle imprese del settore dei call center; altri 30 milioni serviranno, il prossimo anno, al finanziamento dell’indennità onnicomprensiva, di importo non superiore a trenta euro giornalieri, per ciascun lavoratore dipendente da impresa adibita alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, in caso di sospensione dal lavoro derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio. Per consentire poi, alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa, il completamento dei piani di recupero occupazionale vengono stanziati ulteriori 70 milioni sempre nel 2024. Queste risorse, d’intesa con governo e regioni, potranno essere utilizzate per concedere un nuovo intervento di integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 12 mesi. Sempre nella manovra si interviene poi in favore dei lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati a orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate e confiscate, sottoposte ad amministrazione giudiziaria, prorogando, per gli anni 2024, 2025 e 2026, le misure di sostegno al reddito per una durata massima di complessivi 12 mesi nel triennio e nel limite di spesa di 0,7 milioni per ciascun anno. Con altri 50 milioni si prorogano gli ammortizzatori per i lavoratori per specifiche situazioni di crisi aziendali nell’ambito della ripresa dell’attività economica dopo pandemia e crisi energetica. Ci sono poi 19 milioni per l’integrazione salariale, prevista anche ai fini della formazione professionale per la gestione delle bonifiche, legate all’Ilva. La relazione tecnica della manovra evidenzia come la misura abbia un costo di circa 9.500 euro annui per lavoratore. I destinatari del trattamento di Cigs sono 2.131, di cui 1.808 dipendenti Ilva, 311 di Sanac e 12 di Taranto Energia. Si prevede una sospensione media di 2.109 unità. Si stabilisce poi per le imprese di interesse strategico nazionale con un numero di lavoratori dipendenti non inferiore a mille, che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale non ancora completati per la complessità degli stessi, un ulteriore periodo di cassa integrazione salariale straordinaria fino al 31 dicembre 2024 al fine di salvaguardare il livello occupazionale e il patrimonio delle competenze dell’azienda medesima. Per questo fine, si stanziano 63,3 milioni di euro. Sempre secondo la relazione tecnica alla manovra, la platea coinvolta da questa disposizione è di circa 2.500 lavoratori di Ilva-Arcelor Mittal limitatamente allo stabilimento di Taranto.
Altri 50 milioni sono infine aggiunti per la proroga 2024 degli ammortizzatori sociali per riorganizzazione o crisi aziendale.
Congedi
La manovra modifica i criteri di calcolo dell’indennità per i congedi parentali fruiti fino al sesto anno di vita del bambino. Alla misura specifica già prevista per un solo mese, pari
all’80 per cento della retribuzione, si aggiunge una misura specifica, pari al 60 per
cento della retribuzione, per un altro mese, la quale è ulteriormente elevata all’80 per
cento per il 2024.
Apprendistato formativo e scuola-lavoro
Si prevede un incremento di 50 milioni di euro per il 2024 delle risorse destinate al finanziamento dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro) e all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica
superiore.