Ecco l’agenda di Draghi: dai taxi al Superbonus, alle pensioni
Linee guida che non avranno una fase due, quella della realizzazione, con un esecutivo Draghi al capolinea
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I punti chiave
- Il nuovo patto proposto da Draghi su temi politicamente divisivi
- Superbonus 110%
- Pensioni e meccanismi di uscita
- Concorrenza, taxi e concessioni balneari
- Il Pnrr
- Riforma fiscale
- Il no a scostamenti di bilancio
- Decreto agosto
- Taglio cuneo fiscale e contratti
- Salario minimo e reddito
- Medici di base e autonomia differenziata
- Armi all’Ucraina
- Gas russo e rigassificatori
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In quella domanda che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha rivolto ai senatori, nel giorno della prova di forza in aula a Palazzo Madama dopo la scelta di rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica, c’è praticamente tutta la nuova linea: «Siamo qui perché lo hanno chiesto gli italiani. Partiti siete pronti a ricostruire questo patto?».
Una domanda che alle orecchie dei partiti ha avuto tutto il senso della sfida: se votate la fiducia a questo nuovo patto di fiducia di fine legislatura che il premier ha delineato nel suo intervento, accettate tutto ciò che lo caratterizza. Così è stato, ma alla fine la fiducia al premier Draghi in Senato è sì passata, ma con soli 95 voti favorevoli: il risultato più basso che il governo ha ottenuto in questa legislatura. Un numero esiguo per proseguire il cammino del governo. Hanno pesato le assenze di Lega e Forza Italia che lasciano l’emiciclo. I senatori di Conte però hanno garantito il numero legale rimanendo in Aula, come “presenti non votanti”. Il presidente del Consiglio, dopo l’intervento alla Camera, salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
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Il nuovo patto proposto da Draghi su temi politicamente divisivi
Un nuovo patto, dunque, quello delineato in Aula a Palazzo Madama il presidente del Consiglio, che potesse rilanciare l’azione dell’esecutivo, ultimamente frenata dai veti e dalle fibrillazioni delle forze politiche che sostengono il governo, Cinque Stelle e Lega in testa. Una nuova linea d’azione che, di fatto, tocca tutti i temi politicamente più sensibili, quelli dove non sono mancati malumori e mal di pancia nella maggioranza, acuiti da un clima che è già da campagna elettorale: dalla stretta al Superbonus alle pensioni, alle nuove regole per i taxi nell’ambito del ddl Concorrenza, già approvato dal Senato, attualmente bloccato in Commissione Attività produttive alla Camera.
Superbonus 110%
Partiamo dal Superbonus: per il capo dell’esecutivo sono necessarie modifiche. Si punta ad «affrontare le criticità nella cessione dei crediti fiscali, riducendo al contempo la generosità dei contributi». Lo scenario è dunque quello di una razionalizzazione, se non proprio una stretta.







