Formazione

Dal sapere superficiale all’abitudine: il modello in 4 fasi per sviluppare competenze efficaci nel lavoro

Un percorso cognitivo che trasforma l’apprendimento da semplice informazione a cambiamento profondo, essenziale per affrontare la crisi delle competenze nel mercato del lavoro

di Luca Brambilla*

 (Adobe Stock)

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Oltre 2.500 anni fa Confucio disse: “Dimmi e dimenticherò. Mostrami e ricorderò. Coinvolgimi e capirò”. Come attualizzare la sua massima più celebre dedicata all’apprendimento? La crescente fluidità del mercato del lavoro rende necessario un continuo re-skilling: non è un caso che quasi la metà (49%) dei responsabili HR intervistati nel LinkedIn Workplace Learning Report 2025 evidenzi una generale crisi delle competenze. Per fronteggiare l’incessante mutamento del mercato del lavoro occorre quindi sviluppare una sorta di meta-competenza consistente nella capacità di imparare a imparare.

Risulta dunque interessante conoscere tanto come sviluppare le proprie skill quanto i meccanismi che facilitano l’apprendimento. Traendo spunto da uno schema descritto nel testo Management of training Programs, e rielaborato prima da Broadwell e in seguito da Burch, propongo un modello che descrive tre passaggi cognitivi di apprendimento: informazione, formazione, evoluzione.

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Livello “informazione”

Il punto di partenza è il livello informativo, che si manifesta quotidianamente e in cui avviene il primo contatto con un contenuto nuovo. Ad esempio, leggendo un libro, seguendo un webinar, partecipando a un seminario. Benché rapido e accessibile, l’apprendimento è superficiale: permette sì di orientarsi, senza però definire un cambiamento comportamentale. Anche le neuroscienze lo confermano: in mancanza di una rielaborazione attiva, le informazioni tendono a disperdersi rapidamente.

Tecnicamente, in questa fase la persona passa da essere Inconsciamente Ignorante a Sapientemente Ignorante, riuscendo a intuire una realtà di cui prima ignorava l’esistenza.

Immaginiamo il figlio di un imprenditore in procinto di ereditare l’attività di famiglia. L’inizio del percorso di delega fa emergere una consapevolezza: per guidare un’impresa, alla formazione tecnica vanno affiancate competenze relazionali per motivare i collaboratori e intessere relazioni con clienti e partner. Inizia quindi la fase di informazione, leggendo libri, partecipando a eventi e confrontandosi con altri imprenditori per comprendere cosa significhi davvero guidare un team.

Livello “formazione”

Grazie alla formazione ci si evolve da Sapientemente Ignoranti a Sapientemente Sapienti, arricchendo le proprie conoscenze in maniera consapevole.

Questo passaggio può avvenire solo tramite una formazione strutturata, tipicamente in un’aula in cui un docente fornisce insegnamenti a un gruppo di discenti. Più la classe è ristretta, più il docente può accompagnare ogni partecipante nella fase di sperimentazione funzionale atta a mettere a frutto l’apprendimento. La durata del percorso formativo, maggiormente consistente rispetto alle modalità tipiche della fase di “informazione”, garantisce un’assimilazione più verticale dei contenuti.

La differenza è soprattutto cognitiva, entrando in gioco esercitazioni, simulazioni e un confronto attivo, continuo e personale con il docente e i colleghi. Questo modello di formazione consente un’interazione impossibile da ritrovare nella lettura di un libro e di maggiore profondità rispetto a un webinar o un seminario. La frequenza delle sessioni e il ridotto numero di partecipanti facilitano la creazione di un ambiente dinamico di condivisione delle proprie esperienze. Inoltre, l’abilità del docente crea un meccanismo virtuoso di arricchimento reciproco dove poter imparare dagli altrui errori e successi.

Riprendendo l’esempio precedente, il giovane imprenditore entra nella fase successiva quando inizia a migliorarsi in maniera strutturata, partecipando a un corso completo per sviluppare competenze manageriali e provando concretamente a delegare, gestire collaboratori, prendere decisioni e affrontare situazioni complesse. In sintesi, tramite l’esperienza e la formazione diventa sempre più consapevole ed esperto.

Livello “evoluzione”

L’apprendimento diventa realmente interiorizzato quando comporta un cambiamento comportamentale nella persona: è in questo contesto che ciò che viene appreso diventa un abito mentale.

Con il livello “evoluzione” la persona passa da essere Sapientemente Sapiente a Inconsciamente Sapiente, poiché l’apprendimento è talmente profondo e interiorizzato da superare il livello di coscienza. Ciò che viene appreso si trasforma in abitudine, quasi inconscia, facendo nascere spontaneamente i nuovi comportamenti.

Quando l’apprendimento è individuale e personalizzato il passaggio a questa fase risulta facilitato. Ciò avviene attraverso training “One to One”, una modalità in cui i contenuti passano dall’essere di interesse generale a venire cuciti sartorialmente sul frequentante. Il focus sarà rappresentato dalle tematiche di suo interesse, le sue criticità, i percorsi a lui più adatti e le soluzioni alle sue esigenze.

L’imprenditore di cui sopra passerà al livello “evoluzione” solo attraverso un cambiamento culturale profondo, compiendo uno step che caratterizza solo i leader che hanno interiorizzato gli insegnamenti appresi al punto da agire con lucidità e naturalezza al tempo stesso.

Un livello aggiuntivo

Ai tre livelli cognitivi è possibile aggiungerne un quarto che rappresenta il culmine del proprio sviluppo: il livello dell’insegnamento. Secondo l’effetto protégé, infatti, si impara più profondamente spiegando le nozioni che si stanno apprendendo. Una consapevolezza che aveva già assunto il filosofo Joseph Joubert asserendo che «Insegnare è imparare due volte».

Dall’esperienza ho capito che i migliori formatori in azienda sono spesso gli stessi imprenditori, Ceo o Presidenti che, dopo essersi messi in gioco in prima persona, selezionano e trasferiscono ai propri collaboratori i migliori contenuti imparati.

Ma per essere credibili come insegnanti occorre prima ricoprire la posizione di discenti. Perché, ricordando le parole di Julio Velasco, «Quando un leader è in grado di imparare riesce a fare sì che gli altri imparino». Del resto nessuno conoscerà mai l’organizzazione quanto chi la guida, vivendone quotidianamente i problemi e intuendone nel profondo le potenzialità.

*Direttore Accademia di Comunicazione Strategica

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