Dal sapere superficiale all’abitudine: il modello in 4 fasi per sviluppare competenze efficaci nel lavoro
Un percorso cognitivo che trasforma l’apprendimento da semplice informazione a cambiamento profondo, essenziale per affrontare la crisi delle competenze nel mercato del lavoro
di Luca Brambilla*
4' di lettura
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Oltre 2.500 anni fa Confucio disse: “Dimmi e dimenticherò. Mostrami e ricorderò. Coinvolgimi e capirò”. Come attualizzare la sua massima più celebre dedicata all’apprendimento? La crescente fluidità del mercato del lavoro rende necessario un continuo re-skilling: non è un caso che quasi la metà (49%) dei responsabili HR intervistati nel LinkedIn Workplace Learning Report 2025 evidenzi una generale crisi delle competenze. Per fronteggiare l’incessante mutamento del mercato del lavoro occorre quindi sviluppare una sorta di meta-competenza consistente nella capacità di imparare a imparare.
Risulta dunque interessante conoscere tanto come sviluppare le proprie skill quanto i meccanismi che facilitano l’apprendimento. Traendo spunto da uno schema descritto nel testo Management of training Programs, e rielaborato prima da Broadwell e in seguito da Burch, propongo un modello che descrive tre passaggi cognitivi di apprendimento: informazione, formazione, evoluzione.
Livello “informazione”
Il punto di partenza è il livello informativo, che si manifesta quotidianamente e in cui avviene il primo contatto con un contenuto nuovo. Ad esempio, leggendo un libro, seguendo un webinar, partecipando a un seminario. Benché rapido e accessibile, l’apprendimento è superficiale: permette sì di orientarsi, senza però definire un cambiamento comportamentale. Anche le neuroscienze lo confermano: in mancanza di una rielaborazione attiva, le informazioni tendono a disperdersi rapidamente.
Tecnicamente, in questa fase la persona passa da essere Inconsciamente Ignorante a Sapientemente Ignorante, riuscendo a intuire una realtà di cui prima ignorava l’esistenza.
Immaginiamo il figlio di un imprenditore in procinto di ereditare l’attività di famiglia. L’inizio del percorso di delega fa emergere una consapevolezza: per guidare un’impresa, alla formazione tecnica vanno affiancate competenze relazionali per motivare i collaboratori e intessere relazioni con clienti e partner. Inizia quindi la fase di informazione, leggendo libri, partecipando a eventi e confrontandosi con altri imprenditori per comprendere cosa significhi davvero guidare un team.







