Economia circolare: il riciclo del legno vale 1,4 miliardi e 6mila posti di lavoro
di Giovanna Mancini
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Per fare un tavolo... basta una cassetta dell’ortofrutta (o magari qualcuna di più). E un albero sopravvive, un imballaggio in meno finisce in discarica e così si completa il ciclo economico della filera del legno-arredo, una delle più all’avanguardia, tra i settori manifatturieri italiani e tra le filiere del legnoarredo europee, sul tema dell’economia circolare, ch fa ha nel recupero e riciclo i suoi assi portanti. Ogni anno in Italia vengono recuperati e avviati al riciclo oltre 2 milioni di tonnellate di legno derivanti dagli imballaggi e dalla raccolta differenziata urbana.
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Lo rileva una ricerca realizzata dal Politecnico di Milano per contto di Rilegno (il consorzio per il recupero e il riciclo basato su 400 piattaforme di raccolta private in tutto il Paese) e FederlegnoArredo, l’associazione industriale che rappresenta le aziende della filiera.
«Diversamente da quanto accade in altri Paesi – ha spiegato Giovanni Azzone, docente del Politecnico e coordinatore della ricerca – dove il legno post consumo viene prevalentemente bruciato per produrre energia, il sistema Rilegno ha consentito di rigenerare e quindi riutilizzare quasi il 30% degli imballaggi recuperati e di riciclare la parte restante, consentendo di produrre pannelli per l’arredo senza bisogno di consumare legno vergine».
In termini ambientali, questo ha determinato un risparmio nel consumo di CO2 pari a quasi un milione di tonnellate, circa il 2% della CO2 complessivamente prodotta in Italia. Un effetto ambientale importante, accompagnato dalla capacità di creare sviluppo e occupazione. L’impatto economico sulla produzione nazionale delle attività della filiera del recupero del legno post consumo è stimabile, secondo il rapporto del politecnico, in circa 1,4 miliardi di euro, mentre il contributo sull’occupazione è di quasi 6mia posti di lavoro complessivamente sostenuti in Italia.







