Dal price cap a un fondo europeo per gli aiuti, ecco le proposte dell’Italia al vertice Ue
Meloni: «Tema del tetto al prezzo del gas è politico. Siamo chiamati a confermare il nostro sostegno all’Ucraina e questo significa dare risposte efficaci anche al domino di conseguenze che il conflitto comporta»
di Manuela Perrone
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I punti chiave
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Il tetto al prezzo del gas, innanzitutto, proposta che il Governo Meloni sostiene in piena e perfetta continuità con l’Esecutivo Draghi. Ma anche le relazioni transatlantiche complicate dall’Inflaction Reduction Act che preoccupa l’Italia, il rinnovo del supporto all’Ucraina e la partita dei rapporti con il vicinato meridionale dell’Ue, che il nostro Paese considera strategico. Con il tema dell’immigrazione a corollario. È fitta l’agenda del Consiglio europeo che si apre oggi a Bruxelles, il primo summit dei capi di Stato e di Governo a cui partecipa la premier Giorgia Meloni.
Energia al centro
«Questo è un Consiglio europeo nel quale noi siamo chiamati a confermare il nostro sostegno sulla vicenda della guerra di aggressione contro l’Ucraina, ma questo significa anche essere in grado di dare risposte efficaci al domino di conseguenze che il conflitto comporta», ha detto Meloni appena arrivata nella capitale belga. Ecco perché «dal vertice mi aspetto che si faccia un passo avanti sulla questione energetica, estremamente rilevante. Un tema molto politico e poco tecnico».
Le conferme scontate
Se appare scontata la conferma di rafforzare il coordinamento sulla piattaforma di acquisti congiunti, di accelerare il confronto con partner affidabili per garantire gli approvvigionamenti per l’inverno e di concludere rapidamente i negoziati sulle direttive in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica, nonché di lavorare per sviluppare un nuovo indicatore dei prezzi del gas che corregga le distorsioni registrate al Ttf di Amsterdam, il tassello mancante resta ancora quello del price cap.
Ottimismo sul price cap
Nelle bozze di conclusioni si fa però esplicito riferimento al tetto del prezzo del gas: il Consiglio invita a «finalizzare un regolamento che istituisce un meccanismo di correzione del mercato per proteggere i cittadini e l’economia da prezzi eccessivamente elevati». Potrebbe essere la spinta decisiva perché il Consiglio Energia del 19 dicembre arrivi finalmente a un’intesa, dopo il nulla di fatto del 13 dicembre quando, nonostante una trattativa lunga otto ore, i ministri non erano riusciti a individuare un livello della soglia che andasse bene a tutti (tra i 160 e i 220 euro per Mwh il range su cui si discute per l’attivazione del tetto). La spaccatura resta la stessa da mesi: da una parte l’Italia e altri 14 Paesi, dall’altra Germania, Olanda e altri che fanno muro.
Che cosa chiede l’Italia
Il nostro Paese chiede un tetto al prezzo che abbia una soglia sufficientemente ridotta, un’ampiezza di applicazione significativamente estesa e una tempistica per l’attivazione capace di reagire prontamente alle speculazioni di mercato. Equilibrio ed equità sono le parole d’ordine con cui, secondo il Governo Meloni, i Paesi europei dovrebbero procedere, seguendo una logica di “pacchetto” sull’insieme delle misure. E con l’attenzione a non lasciare soli gli Stati con meno spazio fiscale.








