Decreto salva casa: più interventi in edilizia libera
Tra i punti chiave che, secondo la bozza di tre articoli del provvedimento, caratterizzeranno il decreto sulla casa l’inclusione di tende e pompe di calore tra le misure. “Il decreto-legge reca disposizioni di carattere urgente e di natura puntuale volte a fornire un riscontro immediato e concreto al crescente fabbisogno abitativo”, recita la relazione illustrativa della bozza del decreto. In particolare si tratta “di misure specifiche finalizzate a rimuovere quegli ostacoli, ricorrenti nella prassi, che determinano lo stallo delle compravendite a causa di irregolarità formali”, viene sottolineato nel testo. Pertanto “appare concreta e attuale la necessità di rimuovere situazioni di incertezza giuridica in merito allo stato di legittimità degli immobili con riferimento alle cosiddette “lievi difformità””. Quindi il decreto non riguarda gli abusi edilizi strutturali, come lo spostamento di un muro portante, ma solo gli abusi minori, come un tramezzo spostato o una finestra posizionata diversamente. Tra le misure il decreto prevede più interventi in edilizia libera, ovvero quegli interventi che non richiedono alcun titolo abilitativo, né permesso e/o comunicazione, in quanto non eccessivamente impattanti. Per quanto riguarda tende e coperture, si introducono facilitazioni per “opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola” e che “sia addossata o annessa agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al sostegno e all’estensione dell’opera”. Le opere in oggetto “non possono determinare la creazione di un organismo edilizio rilevante e comunque, di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di superfici devono avere caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente e devono armonizzarsi alle preesistenti linee architettoniche”. Quanto poi alle pompe di calore e le vetrate amovibili, in edilizia libera sarà possibile realizzare interventi di manutenzione ordinaria, di installazione di pompe di calore <12 kw, di rimozione di barriere architettoniche e d’installazione di vetrate panoramiche amovibili (le cosiddette Vepa) installate su logge e balconi. Possibile anche la realizzazione e installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti dirette ad assolvere a funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche non solo dei balconi o di logge ma anche di porticati rientranti all’interno dell’edificio. Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, “le tolleranze costruttive sono riparametrate in misura inversamente proporzionale alla superficie utile”. Quindi “minore è la superficie utile, maggiore è il limite consentito percentualmente”. Il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro determinati limiti.
Fisco, arriva la riforma delle sanzioni, multe più lievi
Sul tavolo del cdm anche il decreto legislativo per la revisione del sistema sanzionatorio tributario. Prevede sanzioni più leggere per le violazioni in materia di tasse. Dalla dichiarazione fiscale omessa o infedele ai casi in cui si comunica al Fisco meno di quanto accertato, finisce l’era delle maxi-multe fino al 240%: al contribuente verrà chiesto non più del 120% dell’ammontare dovuto. Il nuovo regime, che dovrebbe scattare da settembre, prevede sanzioni amministrative ridotte da un quinto a un terzo. Alcune novità del decreto sanzionatorio riguardano proprio violazioni relative alle tasse comunicate al fisco. Per chi non presenta la dichiarazione dei redditi o dell’Irap oppure la dichiarazione del sostituto d’imposta, la multa sarà del 120%, anziché dal 120 al 240% previsto ora. Mentre per dichiarazione infedele, si passa da 90-180% al 70%.
Calcio, arriva l’organo di vigilanza sui conti dei club
Il progetto Authority è approdato sul tavolo del Governo. Il nuovo organo di vigilanza controllerà i conti dei club professionistici andrà a sostituire la Covisoc che, «non garantisce la terzietà», ha sottolineato il ministro Abodi secondo il quale «un mondo che gode di autonomia dovrebbe mettersi in discussione e poi generare anticorpi che dovrebbero mitigare gli effetti negativi. Anche quello che sta succedendo con l’authority rappresenta il fallimento di un modello di autocontrollo». Il Coni rimane sulla sua posizione, ovvero la richiesta di un adattamento di Covisoc e Comtec - i due enti differenziati per calcio e basket - con una diversa gestione delle nomine. Una proposta già bocciata, però, dal ministro in quanto «tradiva lo spirito della norma». Contrarietà che accomuna al Coni anche la Figc; ancora una volta al centro del dibattito è l’autonomia che, secondo i dirigenti sportivi, rischia di non essere garantita con l’inserimento dell’azione governativa nella materia sportiva.
Recupero da dipendenze fra destinazioni 8 per mille
Gli interventi di recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche entrano fra le possibili attività a cui destinare della quota dell’8 per mille devoluta allo Stato. Lo prevede lo schema di decreto del presidente della Repubblica approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri, come riferisce il comunicato di Palazzo Chigi. Si «migliora e aggiorna la disciplina per il concreto utilizzo dei fondi a gestione statale, prevedendo per il Consiglio dei Ministri di deliberare entro il 30 novembre di ogni anno la destinazione tra le sei tipologie di intervento previste per le risorse relative alle scelte non espresse».
Cdm allunga di 6 mesi stato emergenza per interventi a Gaza
Il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga dello stato di emergenza per intervento all’estero in conseguenza degli accadimenti in atto nei territori della Repubblica Araba di Egitto a seguito dell’afflusso di profughi da Gaza, di ulteriori sei mesi, al fine di continuare a garantire la prosecuzione delle attività di soccorso e assistenza umanitaria alla popolazione, nonché l’esigenza di accoglienza in Italia. Nel Consiglio dei ministri del 6 maggio era stato deliberato lo stato di emergenza di un anno.