Aziende

Dal granito alla trachite, la Regione Sardegna punta su innovazione e mercati internazionali

di Davide Madeddu

Italia, Sardegna, rocce di granito sulla costa all'alba a Capo Testa. (Westend61-RF / AGF)

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L’assessore regionale dell’Industria indica il percorso che la Regione intende seguire per valorizzare il settore del marmo e lapidei

Dal granito al calcare, dai basalti ai marmi per finire con trachite e arenaria. Eppoi la realizzazione di una nuova filiera, l’economia circolare e l’innovazione. Il settore del marmo e lapidei della Sardegna, che conta 73 cave attive, delle quali 48 di granito, 12 di calcari e marmi, 10 di basalti e trachiti, 2 di lastrati e una di arenaria, guarda ai mercati internazionali e punta alla crescita. «L’Italia è il secondo esportatore al mondo di materiali lapidei e il primo per quanto riguarda le tecnologie, una filiera che genera un fatturato di oltre 4,5 miliardi di euro, con 3.200 aziende che danno lavoro a circa 34mila persone - dice Emanuele Cani, assessore regionale dell’Industria -. In questo contesto, la Regione intende promuovere un comparto che anche in Sardegna, dopo una passata crisi del settore, promette proiezioni di sviluppo fortemente incoraggianti».

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Per questo motivo l’esponente dell’esecutivo regionale sottolinea che è in corso un lavoro per «irrobustire e rilanciare questo settore». «Abbiamo voluto un’intesa con gli operatori settore di rilevo e avviato un percorso che punta proprio a valorizzare questo settore - dice -. L’obiettivo è rafforzare la presenza nei mercati di riferimento che sono quello americano, cinese, indiano. E poi quello arabo e altri ancora dove l’uso della pietra pregiata è abbastanza diffuso».

Tra le azioni messe in campo anche quella per snellire la burocrazia e «dare la possibilità alle aziende di lavorare al meglio».

Tra le iniziative non c’è solamente l’attività di promozione nel modo ma altre misure. «Una riguarda l’efficientamento energetico di queste attività distribuite su tutto il territorio regionale - dice ancora -. Per questo motivo si sta valutando per sostenere finanziariamente eventuali attività di modernizzazione». Non è comunque tutto, perché tra le iniziative messe in campo dalla Regione nell’ambito del programma di rilancio del settore c’è anche quello che riguarda la realizzazione di una filiera. «Il nostro obiettivo è andare oltre la commercializzazione - aggiunge ancora Cani - e creare una vera e propria filiera del settore, in modo da poter poi accedere ai mercati con una gamma di prodotti superiori e, naturalmente, di alta qualità». In questo quadro rientra anche l’iniziativa di recupero degli sfridi, ossia gli scarti di lavorazione. «L’obiettivo è quello di riutilizzare quelli che un tempo venivano considerati scarti di lavorazione e quindi rifiuti da abbancare in risorsa - aggiunge -, esistono degli studi che dimostrano che quello che viene considerato rifiuto può diventare valore aggiunto per la filiera e per i prodotti. Un elemento positivo in più anche nell’ambito del business. Oltre che un tassello importante per l’economia circolare».

Emanuele Cani assessore regionale

Industria Sardegna

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