Virgin Active si rimette in forma per l’Ipo con una raccolta da 175 milioni di sterline, secondo quanto riferito dalla holding di investimento Brait Plc. La società sudafricana, sostenuta dal miliardario Christo Wiese, è il principale azionista del gruppo fitness, con una partecipazione effettiva del 61,3%. Wiese, tramite Titan e i suoi affiliati, detiene invece il 39,3% di Brait.
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L’investment company ha in programma un aumento di capitale tramite un’offerta di diritti da 2,5 miliardi di rand, pari a circa 133 milioni di euro. Un importo di 108 milioni di sterline di provenienti dall’operazione verrà utilizzato per finanziare Virgin Active, mentre un’altra quota servirà a rimborsare bond convertibili della holding per 138 milioni di sterline.
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Wiese e i suoi affiliati sottoscriveranno l’offerta azionaria e voteranno a favore dell’operazione nell’assemblea prevista per il 16 luglio. Virgin userà il capitale per rafforzare la propria situazione finanziaria. Come? Riducendo il debito, sostenendo la ristrutturazione dei club esistenti e l’apertura di nuovi centri, sia in Sudafrica che a livello internazionale. Il risultato di queste operazioni dovrebbe portare a un risparmio sugli interessi di 14 milioni di sterline all’anno.
Il rafforzamento del quadro finanziario è funzionale alla volontà di quotare Virgin Active in Borsa. Il progetto era nel mirino di Brait già dal 2024, quando la società aveva indicato un possibile sbarco al London Stock Exchange nella seconda metà di quest’anno. Brait emetterà le nuove azioni a 1,51 rand ciascuna, con uno sconto del 25% rispetto al prezzo teorico ex diritto, il TERP, calcolato sulla media ponderata dei prezzi dei cinque giorni precedenti l’annuncio di giovedì. Di rimando, le azioni del gruppo sudafricano sono precipitate ieri a Johannesburg fino al 15%, il calo più marcato dal giugno 2024.
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