Dal fintech alla finanza verde, ecco il piano per ridare competitività alla City di Londra
Il tour italiano di Lord Mayor Michael Mainelli è partito con le visite alle sedi milanesi di Generali e Intesa Sanpaolo
di Isabella Della Valle
3' di lettura
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Il sindaco della city di Londra, Michael Mainelli, è venuto in visita ufficiale in Italia dopo 10 anni per rinsaldare i rapporti post Brexit con il settore finanziario italiano. Lo abbiamo incontrato in occasione del Salone del Risparmio che si tiene in questi giorni a Milano.
Lord Mayor, lei manca dal nostro Paese da 10 anni e in questo arco temporale sono accadute molte cose tra le quali la Brexit. Qual è lo scopo della tua visita in Italia oggi e con chi si incontrerà durante il suo soggiorno?
Lo scopo della visita è triplice. Trascorrerò due giorni a Milano dove incontrerò le principali società di servizi finanziari dando enfasi particolare al tema dell’intelligenza artificiale. Finora abbiamo incontrato diverse importanti istituzioni tra cui Generali, Italia Fintech e Intesa Sanpaolo. La prossima tappa sarà Genova e in questo caso l’attenzione sarà rivolta al trasporto marittimo nell’ambito dei servizi finanziari. E infine sono previsti due giorni a Roma, dove parleremo soprattutto di regolamentazione e politica,visto che questo è l’anno in cui l’Italia detiene la presidenza del G7. Desidero inoltre affrontare un tema in particolare, vale a dire come gestire oltre un milione di rottami presenti nello spazio legati ai lanci spaziali. A questo proposito propongo la creazione di bond emessi allo scopo di compensare i costi che le aziende devono sostenere per la rimozione dell’inquinamento spaziale.
Come descriverebbe la relazione tra il Regno Unito e l’Ue dopo la Brexit?
Non è stato facile per la City di Londra. Ma penso che ci siano alcuni numeri interessanti . Il primo è che al tempo della Brexit, 8 anni fa, nella City di Londra lavoravano 525.000 persone. Oggi sono 615mila, quasi 100mila in più.
Il Salone del Risparmio è quindi la sua prima tappa in Italia...
Il motivo per cui siamo venuti al Salone del Risparmio è la vasta portata del patrimonio gestito nel Regno Unito, il secondo più grande al mondo. Otto anni fa avevamo poco più del 12% degli asset in gestione a livello globale e ora ne abbiamo poco meno del 15% con appena l’1% della popolazione mondiale.Guardando al futuro, mi piacerebbe molto rafforzare i legami tra Regno Unito e Italia. Esistono significative opportunità per una più stretta cooperazione soprattutto nelle aree emergenti dei servizi finanziari, del digitale, del fintech, dell’intelligenza artificiale e della finanza verde. Il Regno Unito e l’Italia hanno già un rapporto profondo e vivace: è giunto il momento per i nostri due Paesi di essere coraggiosi e cogliere l’occasione.
Inevitabile l’impatto dell’intelligenza artificiale nell’ambito dei servizi finanziari: può essere un’ottima opportunità ma non esente da rischi. Lei cosa ne pensa?
L’intelligenza artificiale, come tutte le nuove tecnologie, può essere un’arma a doppio taglio ed è ciò che dobbiamo affrontare. Ma crediamo che ci sia un grande potenziale positivo e vogliamo sostenerlo.








