Governo

Dal Ddl concorrenza al correttivo del concordato preventivo, i provvedimenti approvati dal Cdm

Nuovo disegno di legge sulla concorrenza pronto a recepire alcune delle indicazioni fornite dall’Antitrust, ma non ancora ad intervenire sul commercio ambulante e sulle vendite promozionali

di Redazione Roma

Sul tavolo del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi potrebbero approdare il nuovo Ddl annuale in materia di concorrenza, il decreto correttivo del concordato preventivo biennale e la legge sul bullismo

2' di lettura

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Il Cdm ha approvato il nuovo Ddl annuale in materia di concorrenza, il decreto correttivo del concordato preventivo biennale e la legge sul cyberbullismo. Al vaglio dei tecnici anche le modifiche allo statuto del Trentino Alto Adige, norme che devono tornare in Consiglio per l’esame definitivo.

Il pacchetto concorrenza

Il nuovo disegno di legge sulla concorrenza recepisce alcune delle indicazioni fornite dall’Antitrust, ma non ancora ad intervenire sul commercio ambulante e sulle vendite promozionali. Secondo quanto riportato dal Sole 24 ore, sui servizi pubblici locali dovrebbero essere previsti un monitoraggio stringente dei Comuni e un eventuale atto di indirizzo con la previsione di azioni correttive da adottare in caso di perdite finanziarie o di più generale gestione insoddisfacente. Le amministrazioni comunali sono tirate in ballo anche per evitare oligopoli nell’installazione delle colonnine elettriche: dovranno dare priorità ai soggetti che hanno meno del 40% del totale delle infrastrutture di ricarica. Per sbloccare gli accordi contrattuali tra i soggetti accreditati e le aziende sanitarie, sarà inoltre previsto un doppio binario di gare, che saranno differenziate tra rinnovo (per chi dunque è già sul mercato) e nuove richieste. Stop infine a chi utilizza in spazi pubblici esche e veleni come i topicidi: chi mette in pericolo bambini o animali domestici sarà sanzionato.

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Nuova spinta al concordato, torna il ravvedimento

Sul fronte fiscale il governo ci riprova, e sul tavolo del consiglio dei ministri è approdato, per l’approvazione definitiva, il decreto correttivo del concordato preventivo biennale. La parola d’ordine è: “attrattività”. L’obiettivo è proprio quello di rendere il meccanismo fortemente voluto dal viceministro delle Finanze, Maurizio Leo, più convincente e conveniente possibile, ampliando al massimo la platea degli aderenti (e aumentandone quindi il gettito per le casse dello Stato bisognose di risorse per tagliare l’Irpef sul ceto medio). Nonostante i ritocchi già intervenuti in corso d’opera, i risultati del primo anno di attuazione sono stati sostanzialmente al di sotto delle aspettative, con circa 600mila adesioni su 4,5 milioni di piccole imprese, professionisti e autonomi potenzialmente interessati. Recependo alcune delle indicazioni contenute nei pareri delle commissioni Finanze di Camera e Senato, il decreto legislativo dovrebbe dunque portare con sè nella prossima edizione del concordato la replica del ravvedimento speciale per il biennio 2025-26 con il suo allargamento anche al 2023.

Le tappe precedenti

Introdotto per via parlamentare nel corso dell’esame del decreto Omnibus a settembre scorso, immediatamente bollato dall’opposizione come un condono, il ravvedimento era stato proposto per gli anni 2018-2023, ma poi ridotto - a stagione dichiarativa ancora in corso - fino al 2022. Ora il 2023 torna in ballo come ipotesi plausibile proprio per invogliare i contribuenti a sfruttare la sanatoria ed aderire finalmente al meccanismo di emersione. Allo stesso tempo potrebbe essere inoltre introdotta la possibilità di non decadere dal concordato se, in caso di mancato pagamento del dovuto, si provvede a rimettersi in carreggiata entro 60 giorni dall’arrivo del relativo avviso bonario. Incerto invece il destino di un’altra modifica emersa ancora una volta in Parlamento per porre un tetto agli incrementi di reddito pretesi con l’adesione al concordato.

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