Attualità

Dal cranio dell’orso bruno ai teschi dei coccodrilli, le specie protette sequestrate in aeroporto

Dal cranio dell’orso al teschio dei coccodrilli, per arrivare ai coralli. Negli aeroporti scattano i sequestri delle specie protette custodite nei bagagli o all’interno di spedizioni.

di Davide Madeddu

 (AdobeStock)

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L’ultimo sequestro è di questi giorni: due teschi di coccodrillo siamese nascosti in una spedizione proveniente dalla Cambogia e intercettati nella cargo city dell’aeroporto di Malpensa. A scoprirli il personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli assieme alla Guardia di Finanza in servizio nello scalo aeroportuale, dopo aver sottoposto a ispezione una spedizione «il cui contenuto era dichiarato come “regalo coccodrillo siamese”».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il controllo

Il controllo doganale portato avanti attraverso l’analisi della documentazione e la successiva ispezione, «ha consentito di rinvenire due teschi di coccodrillo appartenenti alla specie Crocodylus siamensis (coccodrillo siamese), tra quelle sottoposte al più rigoroso regime di tutela dalla Convenzione di Washington».

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«Sebbene regolarmente dichiarati e provvisti della licenza di esportazione rilasciata dalle Autorità cambogiane - sottolinea in una nota l’Agenzia delle dogane e monopoli -, gli esemplari risultavano privi della documentazione italiana che ne autorizzasse la regolare importazione ai fini della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES) e del Regolamento (CE) n. 338/97 che salvaguardano le specie protette mediante il controllo del commercio delle stesse. È stata proprio la verifica documentale, di competenza doganale, a consentire l’accertamento della carenza del titolo abilitante all’importazione». Il sequestro non è che l’ultimo e rientra nelle attività di controllo che vengono svolte negli scali portuali e aeroportuali.

Il corallo a Palermo

Lo scorso marzo all’aeroporto di Palermo sono stati sottoposti a sequestro 13 esemplari di corallo a rischio di estinzione.

Nel corso di due distinti controlli doganali, erano stati intercettati dai funzionari doganali 2 turisti italiani che, provenienti dalle Mauritius e dalle Maldive, «avevano occultato nei propri bagagli coralli, rientranti nell’ordine della scleractinia, specie protetta dalla Convenzione internazionale di Washington».

Un esame approfondito aveva escluso che potessero essere esemplari spiaggiati. Per i turisti una sanzione amministrativa.

L’orso bruno

L’elenco dei casi non si ferma comunque qui. È cronaca dello scorso febbraio quando a Malpensa è stata intercettata e sottoposta a a controllo una spedizione proveniente dalla Bosnia-Erzegovina, il cui contenuto era dichiarato come “trofeo di caccia”.

«L’ispezione del pacco, che conteneva una pelliccia d’orso appartenente alla specie “ursus arctos” (orso bruno), regolarmente dichiarata - ricostruiva l’Adm -, ha portato al rinvenimento di un cranio della stessa specie animale che, pur rientrando tra gli specimen tutelati dalla Convenzione di Washington».

Anche in questo caso sequestro e sanzione amministrativa.

Un altro coccodrillo

Stessa discorso per quanto avvenuto all fine di novembre del 2025 quando a Palermo il

personale dell’Agenzia delle dogane e monopoli e i militari del Comando Provinciale, hanno sottoposto a controllo doganale un passeggero palermitano proveniente da Bangkok via Roma Fiumicino. L’ispezione dei bagagli al seguito del passeggero permetteva di scoprire la testa di un coccodrillo, «appartenente alla specie “crocodylia spp”, in via di estinzione, rientrante nell’allegato B del regolamento UE 2017/160 della Commissione Europea».

«La testa del rettile, originario delle regioni tropicali e subtropicali dell’Asia, era essiccata e con i denti in vista e - ricostruisce la nota dell’Agenzia -al momento del rinvenimento era avvolta in una busta di plastica, aggirando, in tal modo, i controlli in Thailandia fino a giungere nello scalo palermitano».

Il passeggero è stato denunciato a piede libero mentre la testa dell’esemplare è stata sequestrata, con la contestazione della violazione di cui all’art. 2, comma 1, lettera f, della Legge 150/1992, punita con l’ammenda da euro ventimila a euro duecentomila o con l’arresto da tre mesi a un anno.

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