Dal coworking alle case: Wao scommette sugli affitti flessibili
L’azienda nasce nel 2023 e offre oggi servizi di coworking ad imprese, organizza eventi e opera nel settore del catering
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Affittare un appartamento per una notte, per qualche mese, fino al massimo a un anno. Si tratta del tipo di business in cui Wao – We Are Open (del gruppo OneDay) si sta inserendo per raddoppiare il proprio fatturato. L’azienda nasce nel 2023 e offre oggi servizi di coworking ad imprese, organizza eventi e opera nel settore del catering. I ricavi del primo semestre 2026 sono in crescita del 28,7% a 2,3 milioni di euro ma «prevediamo di fare più del doppio del fatturato l’anno prossimo, superando i 10 milioni», afferma l’amministratore delegato e cofondatore Massimiliano Zampini.
Chiedilo al Sole
La crescita prevista dipende dall’ingresso nel settore residenziale con 187 appartamenti a Milano Certosa, in un ex edificio per uffici. L’apertura è prevista per il primo gennaio 2027 e dovrebbe cambiare le dimensioni della società: «Non è un hotel, è un ammortizzatore per tante persone che faticano ad entrare nel mercato degli affitti milanese».
Il progetto occupa 13mila metri quadrati in via Barrella 6, ed è il primo passo di una crescita che dovrà portare il residenziale a diventare l’attività principale dell’azienda, finora concentrata sui coworking. «L’idea iniziale era il coliving», racconta Zampini. «Sarà quello il motore del futuro di Wao».
Il mercato del flexible living
Il cliente a cui guarda Wao è il giovane professionista: chi trova lavoro a Milano e deve trovare una sistemazione, oppure chi arriva per una trasferta e cerca un appartamento con servizi e spazi condivisi: «Ci rivolgiamo soprattutto a chi entra nella città». Zampini parla di flexible living, abitare flessibile, una definizione che aiuta a distinguere il progetto dalle diverse formule raccolte sotto l’etichetta del coliving.
Circa il 70% degli appartamenti sarà destinato a soggiorni dalla singola notte fino al mese; il restante 30% a permanenze più lunghe, fino a un anno. Per le permanenze più lunghe Wao sta lavorando ad accordi con le aziende, che potrebbero offrire un alloggio ai dipendenti appena trasferiti: «Può diventare uno strumento di welfare per dare a una persona un posto dove abitare quando arriva», continua Zampini.







