Dal consumer alle aziende: ecco come sarà (e ci cambierà la vita) la tecnologia nel 2020
Nel 2020 l'innovazione farà un ulteriore passo in avanti mettendosi al servizio di cittadini e imprese, utenti privati e professionisti
di Gianni Rusconi
5' di lettura
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Smartphone più intelligenti e reti 5G, automi e AI conversazionale, modelli di relazione multi-experience e sistemi di pagamento basati sul riconoscimento facciale, l'edge computing e le applicazioni universali della blockchain: nel 2020 l'innovazione farà un ulteriore passo in avanti mettendosi al servizio di cittadini e imprese, utenti privati e professionisti. L'economia del digitale sarà sempre più grande, esalterà tecnologie consolidate ed altre in via di consolidamento e alimenterà mercati a nove zeri come quello dei robot destinati ai servizi professionali, dei chip di intelligenza artificiale e persino degli audiolibri.
L'ecosistema “moltiplicato” degli smartphone
Nel 2020, il business degli smartphone nel suo complesso supererà i 900 miliardi di dollari: oltre al singolo dispositivo, contribuiranno a questo patrimonio una serie di “moltiplicatori” che comprendono hardware (smart speaker, cover, power bank e dispositivi wearable), contenuti, advertising e app di giochi, musica e video e che andranno a sviluppare un mercato da 459 miliardi di dollari, con una crescita prevista dal 5% al 10% nei prossimi quattro anni. Un dato su tutti: il giro d'affari delle app mobili dovrebbe sfiorare nel 2020 quota 120 miliardi di dollari, e di questi 80 miliardi deriveranno da videogiochi.
5G e Wi-fi superveloce
L'anno appena iniziato sarà quello del 5G, che porterà banda larghissima e reti mobili più affidabili e accelererà i progressi nelle smart city, nei veicoli intelligenti e in decine di applicazioni IoT affamate di connessioni super veloci. Il vero valore di questa tecnologia, come dicono vari esperti da tempo, non sarà limitato ai telefonini ma trasformerà in meglio (quasi) tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana. Stesso discorso per il WiFi 6, tecnologia che promette velocità di download fino a tre volte superiori a quelle ottenibili con l'attuale protocollo di rete wireless (il WiFi 5) e, soprattutto, la capacità di estendere nei prossimi anni queste prestazioni a un numero di dispositivi molto maggiore, e più precisamente dagli attuali 10 ai previsti 50.
Intelligenza artificiale “locale” e per la data analytics
Nel 2020, secondo Deloitte, saranno venduti oltre 750 milioni di chip (che diventeranno 1,5 miliardi entro il 2024) in grado di sviluppare funzioni di machine learning di riconoscimento biometrico e visuale, realtà aumentata e assistenza vocale direttamente dal dispositivo (smartphone, smart speaker o anche droni) su cui sono installati, anziché da un data center in remoto. Grazie a questi chip, per cui si stima per quest'anno un giro d'affari di oltre 2,6 miliardi di dollari, tutte queste funzioni potranno essere svolte in modo più veloce e con maggiore tutela della privacy digitale degli utenti. Grazie alla presenza “on site” dell'intelligenza artificiale, aumenteranno esponenzialmente le possibilità di sviluppo, sia in ambito consumer (a cui è destinato il 90% delle vendite di chip edge) che aziendale, dove a beneficiare di avanzate capacità di analisi dei dati direttamente dal device saranno in particolare le soluzioni dell'Internet of Things.
L'AI e il machine learning, assicurano gli esperti di Gartner, diventeranno inoltre moltiplicatori di risorse per l'analisi automatizzata dei dati: complessi set di informazioni, più in dettaglio, possono ora essere processati in una frazione del tempo necessario appena due anni fa e questo grazie alle maggiori capacità di elaborazione degli algoritmi, capacità che può essere facilmente scalata nel cloud.
L'AI conversazionale per tutti
C'è chi, fra gli addetti ai lavori, ne è più che convinto: difficilmente vedremo nel 2020 miglioramenti radicali nelle tecnologie consumer ma qualche forma di intelligenza artificiale conversazionale inizierà a diventare utile nel corso dei prossimi dodici mesi, ovviando ai difetti che ancora contraddistinguono gli assistenti virtuali quando si tratta di creare un messaggio di chat strutturato. Progetti come Microsoft Conversational AI segneranno l'avvento di piattaforme in grado di ascoltare correttamente i comandi vocali dell'utente, di seguire conversazioni complesse e di capire le sfumature delle emozioni. Un passo in avanti enorme nell'ambito delle interfacce, insomma, riconducibile in parte all'intelligenza del silicio, e quindi ai chipset per dispositivi smart capaci di elaborare accuratamente il linguaggio naturale in tempo reale, isolando le voci umane da altri rumori di fondo.


