Dal 2021 stop ai fondi Bei per fonti fossili: stanziati 13,4 miliardi in 6 anni
Niente più finanziamenti ai nuovi progetti sul gas naturale, ai quali sono andati oltre 9 miliardi negli ultimi dal 2013 - Entro il 2025, metà degli investimenti sarà destinata al clima
di Gianluca Di Donfrancesco
3' di lettura
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La Banca europea per gli investimenti (Bei) alza l’asticella nella lotta al Climate Change con lo stop ai finanziamenti alle fonti fossili, compreso il metano, a partire dalla fine del 2021. La decisione è stata presa giovedì 14 novembre, al termine di una lunga riunione del suo board. L’istituto, che ha già chiuso i rubinetti al carbone, allarga così il blocco al gas naturale ed è la prima banca multilaterale a prendere una decisione tanto drastica.
Banca mondiale e Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, ad esempio, hanno aumentato i finanziamenti alle fonti rinnovabili e hanno smesso di finanziare la costruzione di nuove centrali a carbone, ma non si sono spinte fino a negare risorse al gas naturale.
Dal 2013, la Bei ha finanziato progetti legati a combustibili fossili per 13,4 miliardi di euro. Circa 8 miliardi e 1,68 miliardi sono stati erogati, rispettivamente, per infrastrutture e produzione di gas naturale.
Gli impegni della Bei
Nel comunicato diffuso dalla Bei si legge, inoltre, che l’istituto, con il proprio contributo, punta a sostenere investimenti per mille miliardi di euro tra il 2021 e il 2030 in iniziative sul clima, grazie al proprio contributo. Negli ultimi 5 anni, si legge sempre nella nota, la Bei ha stanziato più di 65 miliardi per «fonti rinnovabili, efficienza energetica e distribuzione». Entro il 2025, la Bei porterà al 50% la quota di finanziamenti dedicata alla salvaguardia dell’ambiente.
La Bei, inoltre, finanzierà fino a una quota del 75% i progetti finalizzati alla transizione energetica nei 10 Paesi della Ue che, come la Polonia, affrontano particolari ostacoli nella transizione energetica.



