Allarme degli ortopedici

Dai traumi alle fratture ai denti: è boom di infortuni da monopattino elettrico

Far west sulle strade e uso del casco col contagocce: dallo studio sugli incidenti trattati in due grandi ospedali romani l’alto impatto per sale operatorie, ricoveri e costi del Servizio sanitario nazionale

di Barbara Gobbi

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Traumi al volto, ai denti o lesioni neurochirurgiche in un caso su quattro. Visita ortopedica necessaria in otto casi su dieci e fratture per la metà dei pazienti: per lo più al polso, alla clavicola o all’omero ma anche a tibia, rotula e caviglia. E’ un vero e proprio bollettino di guerra urbana quello che emerge dal primo studio sugli incidenti da monopattino elettrico, condotto dagli ortopedici e traumatologi ospedalieri d’Italia (Otodi). Lo studio, focalizzato su Roma, parte dalla prima autorizzazione all’uso dei monopattini in sharing nel 2018 e arriva a coprire tutto il 2024, escludendo il 2025 per non alterare i dati con l’over tourism da Giubileo. Sotto la lente, gli esiti degli accessi nei Pronto soccorso di due grandi ospedali della capitale, il San Giovanni e il Policlinico Umberto I.

L’emergenza

I dati elaborati da Otodi, al netto delle dimissioni per escoriazioni e danni minori “chiuse” senza gravi conseguenze in Pronto soccorso, restituiscono il quadro allarmante di 441 pazienti con traumi che nei sei anni hanno necessitato di visita specialistica e che per oltre il 25% hanno comportato un’operazione, in seguito a fratture dell’arto superiore (27%) e dell’arto inferiore (25%).

Loading...

La ricerca, a cura tra gli altri di Andrea Fidanza, presidente degli ortopedici “under 40” di Otodi Young e del presidente nazionale Otodi Marco Mugnaini, è stata appena pubblicata sul Journal of Orthopaedic Reports. «I numeri sono davvero alti e impattano sulle sale gessi così come sugli ambulatori di traumatologia, sulle sale operatorie e sui costi per il Servizio sanitario nazionale», spiega Fidanza, primo firmatario dello studio.

Il casco questo sconosciuto

A scatenare la tempesta perfetta da monopattino elettrico è un mix di ingredienti: da un lato, le condizioni della strada e del traffico, dall’altro la mancanza di spazi dedicati e di educazione degli utenti. Un dato balza agli occhi: solo 36 persone su 441 indossavano il casco al momento dell’incidente e nessuno usava polsiere e gomitiere. Ma conta anche il contesto: il 78% dei casi deriva da cadute singole, spesso per pavimentazione irregolare (sanpietrini o marciapiedi sconnessi), superfici rese scivolose da pioggia o fogliame e, ancora, dalla distrazione di chi guida con gli occhi al cellulare.

La scheda

I pazienti sono per lo più maschi (71%), intorno ai trent’anni. Il 63% degli incidenti avviene tra giugno e settembre - il mese più critico - e in una settimana-tipo è venerdì il giorno di maggiore “picco”: una concausa potrebbe essere l’incremento del tasso alcolico nel weekend. Ma gli incidenti sono abbastanza spalmati durante tutta la settimana, a riprova dell’uso “feriale” che molti lavoratori fanno del monopattino per spostarsi aggirando traffico, carenza di mezzi pubblici o per una scelta “green”. Usare questo mezzo, insomma, risponde a un’esigenza di praticità che va però accompagnata dal rispetto delle regole.

Sul far west attuale – certificato in un report Aci-Istat sull’escalation di incidenti dal 2021 fino ai 3365 del 2024 con 20 decessi – prova a intervenire il nuovo Codice della strada: il “giro di vite” dal 2025 prescrive per chi usa monopattino elettrico - tra le altre misure - casco obbligatorio, circolazione solo su strade urbane, limiti di velocità, obbligo di assicurazione Rc, luci, frecce e freni omologati, giubbotto o bretelle riflettenti dopo il tramonto. Nonché lo stop alla guida su marciapiede o contromano, al trasporto di passeggeri, oggetti e animali, e al passaggio su corsie riservate a bus o taxi. «Ridurre gli incidenti – avvisano però gli ortopedici Otodi che promettono di continuare a monitorare il fenomeno – significa agire insieme su tre fronti: norme chiare e applicate, infrastrutture sicure e responsabilità di chi guida».

Intanto, la città di Firenze ha interrotto dal 1 aprile il servizio di monopattini in sharing, sulla scia di Parigi e Madrid, e anche il Campidoglio ha avviato una prima stretta su una delle società concessionarie anche di biciclette elettriche, pure se per il momento sospesa dal Consiglio di Stato.

Conto salato per il Ssn

In attesa di una maggiore sicurezza, per la sanità pubblica il conto è salato: «Una sala operatoria, senza considerare l’impianto di placche, protesi o viti, “vale” 1.900 euro l’ora cui vanno sommati i circa 600 euro a notte per il ricovero», avvisa ancora Fidanza. Costi incomprimibili, a cui aggiungere quelli per il personale e per l’impianto, e allora si supera facilmente il milione di euro. Ancora da pesare per l’Italia, invece, i costi indiretti per le assenze da lavoro, che uno studio catalano ha calcolato in ben 110 giorni di malattia dopo ogni incidente grave in monopattino.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti