Dai satelliti alla destra radicale, la strategia europea di Musk
Il miliardario sta mostrando un interesse sempre più esplicito per la Ue. Con un rapporto privilegiato in Italia
di György Folk (EUrologus / HVG, Ungheria), Il Sole 24 Ore, Italia
7' di lettura
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I leader europei stanno iniziando a confrontarsi con le azioni dannose di Elon Musk sulla libertà di parola e sulla democrazia. La domanda principale è cosa fare al riguardo.
Le ambizioni politiche del fondatore di Tesla e Space X, del proprietario di X (ex-Twitter) e del miliardario della tecnologia sono evidenti da tempo. Ma di recente Elon Musk, che spera di avere una grande influenza nella seconda amministrazione Trump, ha portato le sue ambizioni di accaparramento di influenza a un nuovo livello, attaccando i valori dell’Europa e quindi del mondo occidentale e fornendo denaro alle forze di estrema destra.
Musk è in guerra con l’Europa su più fronti, indossando una miriade di cappelli.
Da un lato come membro dell’amministrazione Trump, dall’altro come proprietario di X e quindi di una grande piattaforma di social media in quanto azienda soggetta alla regolamentazione DSA dell’UE, dal terzo come “filantropo” donatore e dal quarto come grande investitore europeo in Tesla (la Gigafactory di Tesla a Berlino-Brandeburgo Grünheide è un investimento da 4 miliardi di euro), in quinto luogo, come vincitore di programmi di finanziamento della ricerca spaziale dell’Ue attraverso Space X (e la sua società di telecomunicazioni satellitari Starlink), e in sesto luogo, come donatore di alcuni partiti populisti nazionali europei di estrema destra.
Il primo e concreto conflitto legale del miliardario tecnologico è una disputa sul filtraggio e la moderazione dei contenuti che coinvolge X. La Commissione europea sta attualmente indagando su X in base al Digital Services Act (DSA) dell’UE, che richiede alle aziende digitali di monitorare efficacemente i contenuti online per proteggere gli utenti «da contenuti dannosi».

