Iot subacquea

Dai porti al monitoraggio degli oceani: con WSense il WiFi sottomarino parla italiano

di Pierangelo Soldavini

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Quasi tre quarti della superficie terrestre sono coperti da acqua: siamo attorno al 70%, di cui la quasi totalità è rappresentata dagli oceani. Ecco perché la conoscenza del mondo subacqueo più profondo è fondamentale per comprendere l’equilibrio complessivo del nostro pianeta: dall’andamento delle correnti fino all’evoluzione dei fondali marini, dalla salinità e dalle temperature delle acque fino alle conseguenze sulla flora e la fauna marine, l’esplorazione del mondo sottomarino è uno delle nuove frontiere del mondo scientifico.

Se dall’altro i satelliti rappresentano un punto di osservazione supplementare prezioso per valutare movimenti e fenomeni, il monitoraggio dal basso di fondali e acque profonde diventano essenziali per avere un quadro preciso, in presa diretta, delle condizioni di uno dei polmoni vitali per l’ecosistema terrestre, una realtà di cui oggi l’essere umano sa ben poco, visto che quasi l’80% è un’incognita di cui non si sa quasi nulla. A ben vedere si conosce di più della Luna e di Marte che non degli oceani

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L’Internet of Underwater Things (IoUT) è una specializzazione che porta la sensoristica e il monitoraggio di precisione dell’Internet of Things sotto il livello dell’acqua, aprendo nuove frontiere per la conoscenza umana. E per una volta l’Italia è all’avanguardia su questo fronte dell’innovazione profonda.

Dare voce all’oceano, rendendo possibile la raccolta di dati sottomarini su larga scala e ad alta densità, in tempo reale e nel pieno rispetto degli ecosistemi è infatti la missione di WSense, spinoff dell’Università La Sapienza di Roma specializzata in monitoraggio e comunicazione subacquei. Basate su tecnologie brevettate, le soluzioni della scale-up utilizzano le onde acustiche multi-frequenza e le tecnologie ottiche senza fili, permettendo comunicazioni wireless sottomarine in tempo reale, affidabili e sicure, senza impattare sui fondali. Un “WiFi sottomarino” che permette di collegare robotica, sensori, attuatori e subacquei professionisti in un unico ecosistema di comunicazione unificato, e fornire supporto al controllo del dominio sottomarino e alla protezione delle infrastrutture critiche.

WSense ha appena siglato un accordo specifico legato alle infrastrutture marittime e portuali che consolida la collaborazione con Fincantieri. L’intesa prevede l’adozione delle tecnologie di IoT sottomarino per la raccolta, in tempo reale e in continuo, di dati affidabili su intensità e direzione delle correnti, qualità e torbidità dell’acqua, biodiversità, rumore sottomarino, fino alla stabilità degli elementi strutturali. Si tratta di informazioni derivate dall’Internet of Underwater Things che permette la realizzazione di sistemi avanzati di monitoraggio e early warning, fondamentali per aumentare sicurezza, predittività e controllo nelle attività portuali, come dragaggi, dighe foranee e opere di difesa. Al pari della sensoristica e delle connessioni che abilitano un monitoraggio costante e preciso delle infrastrutture logistiche ad alta sensibilità del mondo emerso, il WiFi sottomarino abilita il controllo predittivo delle strutture sotto il livello dell’acqua, le cui caratteristiche sfuggono facilmente alla valutazione umana.

La partnership si inserisce in un percorso condiviso di promozione della sostenibilità ambientale, attraverso strumenti progettati per monitorare l’impatto delle infrastrutture sugli ecosistemi circostanti e per supportare, grazie all’analisi dei parametri sensibili, decisioni progettuali sempre più responsabili e consapevoli.

Allo stesso tempo la scale-up punta all’integrazione dell’IoT subacqueo con le sempre più sofisticate tecnologie di Earth observation e i sistemi di posizionamento satellitare anche per potenziare il monitoraggio marittimo e migliorare la sicurezza delle rotte, andando c osì a supportare la blue economy nel suo complesso. Le esigenze legate all’efficienza logistica e ai trasporti vanno quindi a integrarsi con il supporto a uno sviluppo sostenibile dell’economia marittima e a un monitoraggio costante dell’evolozione dell’ecosistema marino e oceanico.

Attiva dal 2017, WSense conta oggi su una squadra di oltre ottanta ingegneri e ricercatori – con uffici in Italia, Norvegia e Regno Unito – e annovera tra i propri clienti il Ministero della Difesa Italiano, la Marina Militare, il National Center for Wildlife, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Enea, Terna, AkerBP, A2A, Eni e partnerships con aziende come Leonardo, Saipem, Fincantieri e Alcatel Submarine Networks. Ad oggi, WSense ha trasmesso in tempo reale più di due milioni e mezzo di dati oceanici sulla base di oltre cinquanta parametri.

Il nuovo accordo consolida un rapporto già strutturato con Fincantieri, che ad aprile ha formalizzato la partecipazione del Gruppo tramite la sottoscrizione di un prestito convertendo in equity da 2,5 milioni di euro, con possibilità di incremento di ulteriori 2,5 milioni.

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