Parlamento

Dai partiti quasi 2.500 proposte ma solo il 15% vede il traguardo

Nei primi 17 mesi di legislatura sono arrivati alle Camere 2.743 testi, 2.484 da deputati e senatori: in media 146 ogni 30 giorni. Al momento fari puntati su non più di 386 provvedimenti

a cura di Riccardo Ferrazza, Andrea Gagliardi, Marco Rogari

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(AFP)

4' di lettura

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Dal fisco alle pensioni, dal lavoro al nucleare passando per la giustizia e il turismo. Ma anche eventi folkloristici, nascita di nuove professioni, come quella di tatuatore, e l’abolizione delle “botticelle”, le tipiche carrozze romane. È, come sempre, molto ricco e variegato l’interminabile elenco delle proposte di legge presentate in Parlamento, il primo a ranghi “forzatamente ridotti”, da deputati e senatori, che nei primi 17 mesi dell’attuale legislatura sono già arrivate a quota 2.484, di cui una cinquantina depositate solo a marzo. In media il ritmo è di 146 testi al mese, anche se l’andatura varia a seconda dei periodi. Un grande fiume di idee e suggerimenti legislativi che nella maggior parte dei casi hanno però poche speranze di tagliare il traguardo dell’approvazione finale. Complessivamente, come emerge dalla banca dati del Senato, nelle due Camere sono già piovuti 2.743 “articolati”, tra proposte e disegni di legge (compresi quelli di conversione di Dl): 1.721 a Montecitorio e 1.022 a Palazzo Madama. Il governo ne ha trasmessi 154, altri 82 sono d’iniziativa regionale, 10 d’iniziativa popolare e 13 promossi dal Cnel.

Al momento le leggi licenziate dalle Camere sono 110. La fetta più cospicua è rappresentata dai 79 testi targati governo, a partire dalle conversioni di 49 Dl. Una legge è riconducibile al Cnel e soltanto 29 risultano d’iniziativa parlamentare. Formalmente all’esame dei due rami del Parlamento ci sono, sulla base dell’ultima rilevazione di palazzo Madama, 2.433 testi. Ma effettivamente al vaglio delle Assemblee delle due Camere ne risultano 12 e sotto la lente delle Commissioni parlamentari 1.907: 1.177 alla Camera e 730 al Senato.

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Fari puntati su 386 testi

In realtà, l’iter è effettivamente in corso, oltre che per le 12 proposte approdate nelle due Aule, soltanto in 374 casi in Commissione (190 a Montecitorio e 184 al Senato). In tutto, quindi, i fari del Parlamento in questa fase sono puntati su non più di 386 testi: circa il 15% di quelli arrivati dai partiti, il 14% tenendo conto anche delle iniziative del governo. Le proposte di legge ancora da assegnare alle Commissioni sono ben 490, altre 24 sono in fase di relazione e addirittura 1.533 (987 a Montecitorio e 546 a palazzo Madama) anche se assegnate alle varie Commissioni risultano ancora al palo. In altre parole, in questo momento oltre 2mila testi sono in “stand by” con chance quasi nulle di spuntare il via libera delle Camere.

Dal Cnel alle botticelle

Di questa lunga lista d’attesa fanno parte, ad esempio, la proposta di soppressione del Cnel, presentata a Montecitorio con Manfred Schullian (gruppo Misto-minoranze linguistiche), come primo firmatario e quelle, sempre depositate alla Camera rispettivamente da Eugenio Zoffili (Lega) e Pietro Pittalis (Fi), sulla disciplina delle attività professionali di tatuatore e di “piercer”. Il dem Stefano Vaccari ha invece puntato su un testo che guarda al riconoscimento della canzone “Bella Ciao” da eseguire anche nelle cerimonie ufficiali per la festa del 25 aprile. D’iniziativa popolare è la proposta presentata al Senato per l’abolizione delle “botticelle” romane, mentre un altro testo, primo firmatario Pietro Lorefice (M5S), prevede una delega per la protezione degli insetti a livello nazionale. Sempre a palazzo Madama ad avere l’obiettivo di introdurre nuove misure in materia si «cerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo» è un’iniziativa legislativa del leghista Maria Bergesio. Un’altra proposta, che vede come prima firmataria Anna Maria Fallucchi (Fdi), è finalizzata a regolare la promozione delle manifestazioni in abiti storici e a istituire la Giornata nazionale degli abiti storici.

Le ultime proposte presentate

Al Senato, uno degli ultimi disegni di legge presentati (prima firmataria Maria Castellone, M5s) riguarda la maternità surrogata, con «disposizioni concernenti la gravidanza per altri solidale e altruistica». Mentre Ilaria Cucchi (AVS) rilancia il “matrimonio egualitario”, accessibile cioè anche alle coppie omosessuali (con annesso diritto all’adozione). E Roberto Rosso (Fi) propone l’istituzione di una «zona franca extradoganale montana per lo sviluppo economico della Valle di Susa». Una proposta di legge di Lavinia Menunni (Fdi) spinge, invece, per l’istituzione del «Giorno dei caduti delle forze di polizia». E un disegno di legge Dem (primo firmatario Lorenzo Basso) promuove «lo sviluppo e l’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale (IA)» per consolidare la competitività delle imprese italiane. Il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo è invece primo firmatario di un testo per «il rilancio del settore dell’ippica».

Anche nell’altro ramo del Parlamento l’intelligenza artificiale è tema di proposte di legge. La più recente è quella con «Disposizioni per assicurare la riconoscibilità dei contenuti prodotti o modificati mediante sistemi di intelligenza artificiale» presentata da Ilaria Cavo (Noi Moderati). Gilda Sportiello (M5S), invece, ha depositato un testo per regolare lo sharenting, la pratica dei genitori di condividere sui social media contenuti dei figli. Tre deputati di Fdi (Volpe, Amorese e Giovani) propongono di trasferire temporaneamente le opere d’arte nei comuni con meno di 15mila abitanti per valorizzare il patrimonio culturale e promuovere il turismo nelle località minori. È una proposta di legge costituzionale quella firmata da Gian Antonio Girelli e Sara Ferrari (Pd) per cambiare il nome della Camera dei deputati in «Camera delle deputate e dei deputati».

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