L’operazione della Gdf

Dai Labubu agli Apple Watch: sequestrato un milione di articoli falsi a Genova

Fra le vie del centro del capoluogo ligure è stata sequestrata merce contraffatta dal valore di 3,5 milioni di euro

di Lorenzo Pace

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Dai capi di abbigliamento Gucci e Louis Vuitton agli smartwatch della Apple e ai ricercatissimi Labubu. La Guardia di finanza di Genova ha sequestrato un milione di articoli, dal valore di 3,5 milioni di euro, tutti contraffatti ma «riprodotti con tecniche idonee a trarre in inganno il consumatore».

L’operazione durata tre mesi

È il risultato di un’attività durata tre mesi fra le vie del centro di Genova, da via Adua a piazza Caricamento. Si tratta di zone, spiega la Gdf, «caratterizzate da elevata concentrazione di attività commerciali e flusso pedonale e, pertanto, potenzialmente ad alto rischio di vendita illegale di merce contraffatta e commercializzazione di prodotti non sicuri».

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Sono ventisette le persone denunciate per reati di ricettazione e contraffazione, mentre in sei sono stati segnalati alla Camera di Commercio per violazioni amministrazioni. Le sanzioni superano gli 11.000 euro.

Dai prodotti Apple ai Labubu

Per quanto riguarda il materiale sequestrato, ci sono i «classici» capi di abbigliamento contraffatti dei più noti marchi internazionali, come Gucci, Louis Vuitton, Nike e Adidas. Tutti «realizzati con materiali di scarsa qualità».

Poi, diversi dispositivi elettronici falsificati, soprattutto della Apple, come gli auricolari AirPods o lo smartwatch. Oppure «accessori per smartphone sprovvisti della marcatura Ce, potenzialmente pericolosi per l’utente finale a causa dell’assenza di adeguati sistemi di protezione elettrica». Ma ci sono anche 13.500 Labubu, peluche da collezione diventati virali su social media. Già pochi giorni fa, ne sono stati sequestrati 10.000 a Palermo.

Come sono stati riconosciuti i peluche falsi

Quest’ultimi, trovati all’interno di diversi magazzini, hanno subito catturato l’attenzione dei militari, perché sono in vendita soltanto nello store ufficiale di Milano o online ed è apparso inverosimile che i peluche presenti nel negozio genovese fossero originali.

Diversi gli elementi individuati dalla Guardia di Finanza per riconoscere la natura contraffatta del prodotto. In primis, il codice QR impresso sull’etichetta e sulla confezione, «che rimanda a un sito creato ad hoc per ingannare il consumatore». Poi, «i peluche contraffatti hanno delle caratteristiche fisiche ricorrenti, quali orecchie troppo distanziate tra loro e un numero di denti diverso da quello presente nel prodotto originale (nove). In alcuni casi, inoltre, i falsari hanno prodotto dei modelli Labubu mai disegnati dalla Pop Mart», cioè la società madre dei peluche.

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