Dai dottorati di ricerca alla valutazione: un’equiparazione lunga 26 anni
Un Dpr approvato il 23 luglio ha previsto la possibilità di istituire dei Politecnici delle arti per unire mondi diversi
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I punti chiave
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L’equiparazione dei diplomi di primo e secondo livello delle istituzioni Afam alle lauree universitarie è solo l’ultima tappa di un percorso di avvicinamento tra i due mondi che è partito oltre 26 anni fa. E che, sotto la ministra Anna Maria Bernini, ha vissuto un’indubbia accelerazione.
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I tre passi per la valutazione
Il penultimo step era stato compiuto meno di un mese fa. Con il varo nel Cdm del 23 luglio del regolamento su procedure, tempi e modalità per la programmazione, lo sviluppo e la valutazione dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Quel Dpr, sostanzialmente, fa tre cose. Primo, affida all’Agenzia Anvur il compito di valutare Accademie, Conservatori e Istituti di design sulla base della programmazione strategica triennale legata a una serie di obiettivi: didattica, ricerca e apertura internazionale, ma anche sbocchi occupazionali e servizi agli studenti oltre che sostenibilità finanziaria, disponibilità e adeguatezza delle strutture. Proprio su quest’ultimo punto va ricordato che una recente relazione della Corte dei conti sul sistema Afam segnalava come l’86% delle superfici utilizzate necessitasse di interventi almeno di manutenzione straordinaria.
In secondo luogo, il regolamento prevede un Fondo unico di finanziamento del sistema Afam (denominato Foa e simile all’Ffo degli atenei) e introduce un sistema premiale di assegnazione delle risorse sulla base dei risultati della valutazione dei prodotti della ricerca (Vqr). Senza contare che l’accreditamento iniziale e periodico di sedi e corsi di studio avverrà collegando la qualità dell’offerta formativa, della ricerca e della produzione artistica ai finanziamenti e alle modalità premiali.
Per favorire gli scambi internazionali - e veniamo al terzo punto - e valorizzare la tradizione artistica italiana all’estero, dove ha già un certo appeal come testimoniano i numeri sugli studenti internazionali, le Afam potranno anche accreditare nuove sedi decentrate all’estero. Potranno altresì vedere la luce i Politecnici delle arti, pensati come forme di collaborazione tra istituzioni di ambiti diversi capaci di sviluppare percorsi interdisciplinari e progetti comuni e monitorati dall’Anvur.
Le altre misure
Misure che seguono quelle introdotte negli anni scorsi. Limitandoci alle principali, pensiamo alla riforma degli ordinamenti didattici Afam e agli interventi normativi in materia di programmazione e reclutamento che sono arrivati con Dpr nel 2024 oppure i nuovi settori artistico-disciplinari che sono stati istituiti con decreto ministeriale nel 2025. Senza dimenticare, da un lato, i dottorati di ricerca introdotti nel 2024, finanziati nel 2025 e poi rifinanziati quest’anno fino al 2031; dall’altro, la possibilità di accedere ai Prin e ai finanziamenti del Pnrr per l’internazionalizzazione.
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