Dagli investimenti negli Usa all’acquisto di gnl, ecco su che cosa punta Meloni per convincere Trump
La decisione improvvisa di Trump della scorsa settimana di sospendere la maggior parte dei dazi globali per 90 giorni ha alleggerito parte della pressione sulla leader di Fdi, il che significa che non sentirà il bisogno di tornare con un accordo, ma piuttosto di creare il giusto ambiente per un’intesa
5' di lettura
I punti chiave
- La premier: fase complessa e in rapida evoluzione, ora lucidità
- Interlocutore imprevedibile
- Partita complessa
- La cornice europea
- L’aumento delle spese militari in ambito Nato
- L’acquisto di gas naturale liquefatto dagli Usa
- Il rapporto con la Cina
- Il sostegno della Commissione Ue al viaggio di Meloni
- I round successivi
5' di lettura
Portare a casa un risultato sui dazi utile a Roma come a Bruxelles, difendendo l’interesse nazionale all’interno della cornice europea. È stretta e contornata di paletti la strada che domani, giovedì 17 aprile, porterà la premier Giorgia Meloni alla Casa Bianca. L’obiettivo è allentare le tensioni dei dazi statunitensi sulle merci europee e porsi come ponte tra Washington e Bruxelles. Una missione tutt’altro che facile.
Meloni è sotto pressione in patria per proteggere l’economia italiana trainata dalle esportazioni, che l’anno scorso ha registrato un surplus commerciale di 40 miliardi di euro (45,4 miliardi di dollari) con gli Stati Uniti, deve anche essere vista come una difesa degli interessi dell’intero blocco dell’Ue a 27 nazioni.
La missione più attesa è dunque anche quella più insidiosa. Perché sono tutt’altro che distensivi i segnali inviati da Washington verso l’Europa a ridosso della visita della premier. La premier non nasconde le difficoltà del faccia a faccia con Trump, il presidente suo “amico” che ora deve convincere a dialogare con l’Ue per rinunciare alle barriere commerciali e valutare un accordo di libero mercato transatlantico, dopo due settimane di tensioni e mercati azionari in agitazione.
La premier: fase complessa e in rapida evoluzione, ora lucidità
«Abbiamo a cuore i produttori e che la nostra priorità è sempre stata quella di facilitare il loro accesso ai mercati, promuovere la qualità italiana e ridurre le barriere che ostacolano la nostra capacità di crescere - ha detto Meloni in un videomessaggio all’Assemblea Generale del Consorzio per la Tutela del Grana Padano -. Continueremo in questa direzione, anche e soprattutto in questa fase tanto complessa quanto in rapida evoluzione, nella quale è necessario ragionare con lucidità, lavorare con concretezza, lavorare con pragmatismo».
Interlocutore imprevedibile
Ma l’imprevedibilità dell’interlocutore è una delle variabili di una partita in cui la premier ha preparato diverse carte da giocare. Una può essere l’aumento di investimenti Oltreoceano da parte di gruppi italiani come Leonardo o Eni, o l’acquisto di materiale militare e gas naturale liquefatto. Sul tavolo c’è l’obiettivo minimo del 2% in chiave Nato, che nel governo considerano vicino grazie a un riordino dei capitoli di spesa da inserire alla voce Difesa. Il problema è andare oltre. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha già chiarito che l’Italia punta a raggiungere l’obiettivo “senza attivare la clausola nazionale” per la sospensione del Patto di stabilità, parte del programma europeo Defence Readiness 2030.








