È uguale a bitcoin?
Sono entrambe critpovalute, ma hanno ben poco in comune. Bitcoin ha una blockchain decentralizzata, in cui tutti possono diventare nodi della rete, senza alcuna autorità centrale, mentre Libra è una pattaforma permissioned: i nodi sono i membri dell’associazione e sono loro a gestire le regole della rete, magari anche cambiandole in corsa. In più bitcoin, partito come strumento di pagamento, si è trasformato in mezzo di investimento, con un valore di oro digitale, ma caratterizzato da altissima volatilità e altissimo rischio (non certo alla portata di piccoli risparmiatori!). Libra sarà invece garantita da una riserva composta da valute internazionali e titoli del debito, in modo da garantire una maggior stabilità del valore. In questo modo si candida a essere una valuta digitale globale, espressione dell’economia mondiale.
Quali rischi ha?
Essendo una blockchain privata e creata da zero, la sicurezza del sistema è tutta da verificare. Bitcoin si è dimostrato a oggi il sistema più sicuro per trasferire valore su internet: la sua blockchain non è mai stata hackerata (lo sono stati invece i wallet o gli exchange). La questione aperta è se lo sarà anche Libra. In più usare il wallet di Facebook vuol dire cedere al social network i nostri dati finanziari: il colosso hi-tech, già al centro delle polemiche per la gestione allegra dai dati personali, ha garantito che non userà quei dati. Ma sarà davvero così?
Che problemi regolamentari?