Oggetti del desiderio

Da Roma ad Amalfi, la coupé più elegante del cavallino rampante

La casa di Maranello rinnova il modello alla base della gamma: motore V8 biturbo da 640 cavalli e stile minimalista, integrando piacere di guida, sicurezza, comfort e tecnologia di bordo.

di Giulia Paganoni

3' di lettura

3' di lettura

Dopo cinque anni, la Ferrari Roma, nella versione coupé, cede il posto a un nuovo modello: si chiama Amalfi e recupera la tradizione delle rosse ispirate a grandi località italiane, come l’indimenticabile Portofino.

La Roma ebbe un compito difficile: proporre nella gamma del cavallino rampante una vettura prestazionale, ma elegante, meno appariscente per linee e per sound rispetto alla classica impostazione di Maranello. Insomma, era una Ferrari atipica, alla base della gamma di Maranello, ma con l’ambizione di conquistare nuovi ferraristi, magari attirandoli dalla schiera dei fan delle versioni più potenti di sua maestà di Stoccarda, la Porsche 911.

Loading...

Ora la Roma cede il posto alla sua erede Amalfi, che prende il meglio della Roma, sportiva 2+2 (due posti con due strapuntini posteriori) di quella che venne definita come una Formula 1 in abito da sera, e introduce modifiche e migliorie che ne esaltano lo stile e le prestazioni, senza snaturarne il design elegante e molto curato, frutto del lavoro del team guidato da Flavio Manzoni. Sarebbe riduttivo chiamarla restyling, ma è marcatamente un’evoluzione del modello precedente. La Amalfi, infatti, prende il meglio della Roma a un livello più alto, pur rimanendo la vettura più accessibile della gamma Ferrari, accessibile e ovviamente relativo, visto che il listino parte da 240 mila euro e, considerando le personalizzazioni, il conto può aumentare anche di molto. Tra le conferme della Amalfi c’è il motore biturbo a otto cilindri e lo stile sempre pulito, ma ora con una maggiore attenzione all’aerodinamica e al carico posteriore, ottenuto grazie a un’ala attiva al posteriore.

Ma andiamo nel dettaglio, partendo dal motore, come si conviene quando si parla di una Ferrari. Si tratta del noto ed iconico V8 biturbo da 3.855 cc che eroga nella nuova configurazione 640 cv (20 in più) a 7.500 giri/min e una coppia di 760 Nm erogati in modo lineare tra 3.000 e 5750 giri/min. La potenza specifica è ora di 166 cv/litro. Sono stati modificati i turbocompressori che ora raggiungono 171mila giri/min, migliorando la reattività dell’acceleratore. Ci sono alberi a camme alleggeriti e una serie di accorgimenti tesi a migliorare la fluidità dell’erogazione e anche una nuova centralina di gestione. Il V8 è abbinato al noto cambio a doppia frizione a otto rapporti, affinato nella gestione elettronica. La vettura si appoggia su cerchi da 20 pollici con pneumatici 245/35 all’anteriore e 285/35 di origine Bridgestone oppure Pirelli.

Lo stile esterno della Amalfi, lunga 4.660 mm e larga 1.974 mm, ha molto in comune con la Roma ma se ne distacca per il frontale più moderno, privo di calandra classica, fari sottili e ammiccanti. La vettura esibisce uno stile affusolato composto da intersezione di superfici fluide e tagli netti. Il posteriore, sempre bombato e muscoloso, è stato dotato di un’ala attiva integrata nel lunotto per aumentare il carico aerodinamico, di un grande diffusore e di uno spoiler integrato nel lunotto. Tutto lo stile, ha spiegato Flavio Manzoni, è stato definito con una filosofia di sottrazione ed eliminazione di elementi superflui, con un netto riferimento a maestri del design come Achille Castiglioni.

Motore e linea aerodinamica concorrono a prestazioni esuberanti: scatta da 0 a 100 in 3.3 secondi, arriva a 200 in 9 secondi e supera i 320 orari. Ma Amalfi, al pari di Roma, non punta sulla prestazione pura come architrave del progetto, ma su un mix di comfort, emozione alla guida e gestibilità in ogni condizione, grazie anche all’elettronica studiata per infondere sicurezza anche ai non esperti (la vettura, spiega il direttore marketing Enrico Galliera, si rivolge sempre a un pubblico più ampio e non a caso è molto dotata sotto il profilo degli ADAS). Negli interni, grandi cambiamenti in chiave digitale e un gradito ritorno al classico che funziona sempre: i pulsanti fisici al volante. L’abitacolo mantiene l’impostazione a doppio cockpit, ma ora a dividere passeggero e pilota c’è un ponte/console di alluminio anodizzato. A centro plancia, un display touch da 10,25 pollici di un’infotainment finalmente moderno.

Riproduzione riservata ©
Loading...
Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti