Bilancio 2024

Da Pandolfini i preziosi, l’arte storicizzata e il vino tengono

In un anno difficile le aste difese dall’offerta di qualità. In vista l’espansione del luxury

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli

«Lotta di galli», III periodo (1952-1962) di Antonio Ligabue, top lot da Pandolfini

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«Il 2024 è stato un anno importante per Pandolfini. Abbiamo celebrato i 100 anni di attività confermandoci ancora una volta come casa d’aste più antica d’Italia. Sono stati 12 mesi ricchi di eventi, collaborazioni e successi e siamo fieri dei traguardi che abbiamo raggiunto» racconta in questa intervista ad Arteconomy Pietro De Bermardi, amministratore delegato di Pandolfini.

Pietro De Bernardi, direzione Pandolfini, fotografia di Fabio Petroni

Sebbene l’anno sia stato in frenata (-4,7%) come avete raggiunto i risultati?
Per quanto riguarda le vendite, quest’anno il fatturato è pari a 35.365.000 €, con risultati ottimi in molti dipartimenti grazie a 65 aste e compratori provenienti da Regno Unito, Francia e Cina. Gioielli e Orologi hanno primeggiato – superando il 2023 – con 9,7 milioni di € di vendite, anche grazie allo spostamento delle aste nella sede di Milano: un’ottima intuizione che ha permesso di raggiungere un numero ancora maggiore di mercanti, collezionisti e appassionati. Il dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea ha, invece, raggiunto 3,2 milioni di € trainato dal nostro top lot dell’anno: «Lotta di galli» di Antonio Ligabue, venduto a 473.600 euro, stabilendo il record mondiale per un’opera dell’artista in asta. Da non dimenticare, infine, il dipartimento dei Vini da collezione il quale, in un momento particolare nel quale i compratori cinesi da un lato e i compratori russi dall’altro sono quasi assenti dal mercato, ha comunque totalizzato vendite per 2.717.000 €. Anche altri settori come Pittura Antica e Sculture, infine, hanno registrato importanti successi, confermando la solidità del mercato e la qualità della nostra selezione. Un elemento, quest’ultimo, imprescindibile per noi e al quale rivolgiamo sempre la maggiore attenzione per offrire ai clienti solo opere di altissimo livello. Saper individuare i pezzi più interessanti e infondere fiducia al proprietario che affida a noi i suoi “tesori” è al tempo stesso la parte più difficile e più stimolante del nostro lavoro. Il 2024 è stato quindi un anno che testimonia la solidità della nostra casa d’aste e che ci conferma, ancora una volta, tra i player principali del settore nel panorama sia nazionale che internazionale.

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Quali settori e quali artisti sono in crescita e quali in calo?
Per quanto riguarda l’arte moderna e contemporanea, è ormai innegabile l’interesse per Antonio Ligabue, artista al centro di tutte le nostre aste e che continua a raggiungere grandi risultati. Durante tutto il corso dell’anno, poi, si è registrata una forte richiesta di prodotti luxury, come testimonia la serie dei molti risultati eccezionali ottenuti nelle nostre aste di Vini da Collezione, Gioielli e Orologi da Polso e, per quanto si parli di piccoli numeri, anche nelle vendite Vintage, tenute solo online. In tutti i segmenti dell’arte, comunque, si possono comunque individuare ottime opportunità.

Anticipazioni sul prossimo anno, previsioni?
Certamente proseguiremo gli investimenti nei settori del lusso, ma ci dedicheremo anche a settori più tradizionali con il rinnovamento del dipartimento Libri, Manoscritti e Autografi e con il rinforzo del settore dedicato alla Pittura Antica.

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