Da Pandolfini i preziosi, l’arte storicizzata e il vino tengono
In un anno difficile le aste difese dall’offerta di qualità. In vista l’espansione del luxury
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«Il 2024 è stato un anno importante per Pandolfini. Abbiamo celebrato i 100 anni di attività confermandoci ancora una volta come casa d’aste più antica d’Italia. Sono stati 12 mesi ricchi di eventi, collaborazioni e successi e siamo fieri dei traguardi che abbiamo raggiunto» racconta in questa intervista ad Arteconomy Pietro De Bermardi, amministratore delegato di Pandolfini.
Sebbene l’anno sia stato in frenata (-4,7%) come avete raggiunto i risultati?
Per quanto riguarda le vendite, quest’anno il fatturato è pari a 35.365.000 €, con risultati ottimi in molti dipartimenti grazie a 65 aste e compratori provenienti da Regno Unito, Francia e Cina. Gioielli e Orologi hanno primeggiato – superando il 2023 – con 9,7 milioni di € di vendite, anche grazie allo spostamento delle aste nella sede di Milano: un’ottima intuizione che ha permesso di raggiungere un numero ancora maggiore di mercanti, collezionisti e appassionati. Il dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea ha, invece, raggiunto 3,2 milioni di € trainato dal nostro top lot dell’anno: «Lotta di galli» di Antonio Ligabue, venduto a 473.600 euro, stabilendo il record mondiale per un’opera dell’artista in asta. Da non dimenticare, infine, il dipartimento dei Vini da collezione il quale, in un momento particolare nel quale i compratori cinesi da un lato e i compratori russi dall’altro sono quasi assenti dal mercato, ha comunque totalizzato vendite per 2.717.000 €. Anche altri settori come Pittura Antica e Sculture, infine, hanno registrato importanti successi, confermando la solidità del mercato e la qualità della nostra selezione. Un elemento, quest’ultimo, imprescindibile per noi e al quale rivolgiamo sempre la maggiore attenzione per offrire ai clienti solo opere di altissimo livello. Saper individuare i pezzi più interessanti e infondere fiducia al proprietario che affida a noi i suoi “tesori” è al tempo stesso la parte più difficile e più stimolante del nostro lavoro. Il 2024 è stato quindi un anno che testimonia la solidità della nostra casa d’aste e che ci conferma, ancora una volta, tra i player principali del settore nel panorama sia nazionale che internazionale.
Quali settori e quali artisti sono in crescita e quali in calo?
Per quanto riguarda l’arte moderna e contemporanea, è ormai innegabile l’interesse per Antonio Ligabue, artista al centro di tutte le nostre aste e che continua a raggiungere grandi risultati. Durante tutto il corso dell’anno, poi, si è registrata una forte richiesta di prodotti luxury, come testimonia la serie dei molti risultati eccezionali ottenuti nelle nostre aste di Vini da Collezione, Gioielli e Orologi da Polso e, per quanto si parli di piccoli numeri, anche nelle vendite Vintage, tenute solo online. In tutti i segmenti dell’arte, comunque, si possono comunque individuare ottime opportunità.
Anticipazioni sul prossimo anno, previsioni?
Certamente proseguiremo gli investimenti nei settori del lusso, ma ci dedicheremo anche a settori più tradizionali con il rinnovamento del dipartimento Libri, Manoscritti e Autografi e con il rinforzo del settore dedicato alla Pittura Antica.




