Reazioni

Da Meloni a von der Leyen solidarietà agli Usa e al presidente Trump

Su X le reazioni della Presidente del Consiglio e dei vertici Ue. Vicinanza è stata espressa anche dal premier israeliano, da quelli di Regno Unito e Spagna e dal presidente francese Macron. Solidarietà anche dal sindaco di New York Mamdani

di Giorgio dell'Orefice

Agenti dei servizi segreti statunitensi circondano il presidente Donald Trump dopo una sparatoria avvenuta all'esterno della sala da ballo durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, sabato 25 aprile 2026, a Washington. (AP Photo/Alex Brandon)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

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Sconcerto è stato espresso dalle personalità della politica globale per l’attentato al presidente Trump di questa notte a Washington nel corso della cena dei corrispondenti.

«Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al Presidente Trump, alla First Lady Melania, al Vice Presidente Vance e a tutti i presenti per quanto accaduto alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca di ieri sera» ha scritto sui suoi profili social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. «Nessun odio politico - ha proseguito - può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell’informazione. La difesa della civiltà del confronto deve restare l’argine invalicabile contro ogni deriva intollerante, a tutela dei valori che fondano le nostre Nazioni».

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Tra i primi a esprimere la propria solidarietà fin dal mattino e a dirsi «scioccato per il tentato assassinio del presidente Trump» il premier Israeliano Benjamin Netanyahu. «Siamo sollevati – ha scritto Netanyahu su X - che il presidente e la first lady siano al sicuro e in buona salute. Inviamo i nostri auguri di una completa e rapida guarigione all’agente di polizia ferito e rendiamo omaggio al Secret Service degli Stati Uniti per l’azione rapida e decisiva».

«La violenza politica è assolutamente inaccettabile – ha scritto su X il sindaco di New York Zohran Mamdani -. Sono contento – ha aggiunto - che il Presidente e gli ospiti alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca siano al sicuro».

E solidarietà al presidente Usa è giunta anche dai vertici delle istituzioni Ue. «La violenza non ha posto in politica». Ha scritto in un post su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Concetto ribadito in una telefonata che la presidente della Commissione europea ha avuto con il presidente Trump. “Ho appena parlato con il -residente Usa . ha aggiunto la von der Leyen - per esprimere la mia solidarietà a lui e alla First Lady Melania, dopo il tentativo di attacco. Abbiamo sottolineato che la violenza politica non ha posto nelle nostre democrazie».

«Sono sollevata – ha scritto su X l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Kaja Kallas - dal fatto che tutti i presenti, compreso il presidente Trump, stiano bene dopo la sparatoria avvenuta durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. La violenza politica non ha posto in una democrazia. Un evento pensato per rendere omaggio alla libertà di stampa non dovrebbe mai trasformarsi in un luogo di paura. Auguro all’agente ferito una pronta guarigione». «Non ci può essere spazio per la violenza politica nelle nostre democrazie» ha commentato la presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola.

«Gli eventi di ieri sera sono profondamente inquietanti - ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa -. È rassicurante che l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine abbia garantito che Donald Trump, sua moglie e tutti gli ospiti fossero evacuati in sicurezza».

A far sentire la propria voce anche il presidente francese Macron e i due primi ministri di Regno Unito e Spagna. «L’attacco armato di ieri sera contro il presidente degli Stati Uniti - ha scritto il presidente francese Emanuel Macron - è inaccettabile. La violenza non ha mai posto in democrazia. Esprimo a Donald Trump tutto il mio sostegno».

«Qualsiasi attacco alle istituzioni democratiche - ha scritto il premier britannico Keir Starmer - oalla libertà di stampa deve essere condannato nei termini più forti possibili».

Intanto da Buckingham Palace hanno fatto sapere di aver avuto interlocuzioni con i colleghi statunitensi per stabilire se la sparatoria di Washington avrà ripercussioni sulla pianificazione della prossima visita di Stato di Re Carlo. 

«Condanniamo l’attacco che si è verificato questa notte contro il presidente Donald Trump - ha aggiunto il premier spagnolo Pedro Sanchez -. La violenza non è mai la strada. L’umanità avanzerà solo attraverso la democrazia, la convivenza e la pace».

«Sono profondamente sconvolto – ha scritto su X il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif - dalla terribile sparatoria avvenuta alla cena dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington. Sono sollevato nel sapere che il presidente Trump, la first lady e gli altri partecipanti sono al sicuro. I miei pensieri e le mie preghiere sono con lui, e gli auguro di continuare a stare bene e in salute». «Sono scioccato dal vile episodio – ha aggiunto il vicepremier e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar - della sparatoria alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Siamo sollevati che il presidente Trump, il vicepresidente J.D. Vance e la first lady siano sani e salvi. Condanniamo fermamente ogni forma di violenza, nemica della diplomazia e intollerabile in qualsiasi società civile. I nostri migliori auguri vanno al presidente Trump e al popolo americano».

Ma non mancano voci fuori dal coro. A parlare invece di una «messa in scena» l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. «Prima delle elezioni presidenziali - ha scritto l’agenzia - si è verificato un incidente simile, e ben più grave, in cui un proiettile ha trapassato l’orecchio di Trump. Trump ha sfruttato quell’episodio a fini propagandistici, e alcuni sostengono che quello di ieri potrebbe essere stata una preparazione per le elezioni di metà mandato.

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