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Sviluppo sostenibile
Da Napoli Afragola a King’s Cross: le stazioni diventano hub intermodali
Da semplici luoghi di transito a poli capaci di integrare alta velocità, metropolitane, autobus, aeroporti e servizi urbani. Le infrastrutture ferroviarie cambiano volto in tutto il mondo, collocandosi al centro della mobilità sostenibile
Per decenni sono state considerate dei semplici punti di partenza o di arrivo. Oggi le grandi stazioni ferroviarie stanno assumendo un ruolo completamente diverso: quello di nodi strategici capaci di connettere città, territori e sistemi di trasporto differenti. È quanto emerge da un’analisi pubblicata da webuildvalue, il magazine online del gruppo Webuild.
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L’evoluzione della mobilità sostenibile, la crescita delle aree urbane e la necessità di ridurre le emissioni stanno riportando il trasporto ferroviario al centro delle strategie infrastrutturali mondiali. E insieme alle ferrovie cambiano anche le stazioni, progettate sempre di più come hub intermodali, in cui treni ad alta velocità, linee regionali, metropolitane, autobus, aeroporti e mobilità urbana convivono in un unico ecosistema integrato.
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Secondo l’International Energy Agency, il trasporto ferroviario rappresenta oggi circa l’8% della mobilità passeggeri mondiale, ma produce appena il 2% delle emissioni del settore trasporti, confermandosi una delle modalità più sostenibili per gli spostamenti di massa. Nelle grandi aree metropolitane europee, milioni di persone utilizzano ogni giorno treni suburbani, metropolitane e linee ad alta capacità, per entrare e uscire dalle città, riducendo traffico stradale e congestione urbana.
In Europa, secondo i dati della Commissione europea, oltre l’80% della popolazione vive in aree urbane o periurbane, un dato che rende sempre più centrale la costruzione di reti integrate di trasporto pubblico. In questo scenario, le stazioni ferroviarie diventano veri portali urbani, capaci di ridisegnare interi quartieri e generare nuovi flussi economici.
In Italia
In Italia, uno degli esempi più significativi di questa trasformazione è la stazione alta velocità di Napoli Afragola. Progettata dall’architetta Zaha Hadid e realizzata dal gruppo Webuild, la stazione sorge lungo la direttrice dell’alta velocità Napoli-Roma ed è stata concepita fin dall’inizio non solo come fermata dei treni Frecciarossa, ma come grande infrastruttura urbana destinata a connettere territori diversi dell’area metropolitana campana. La trasformazione della stazione è destinata ad accelerare ulteriormente grazie al futuro collegamento metropolitano con Napoli e con la nuova linea ad alta velocità Napoli-Bari. Il progetto di costruzione della Linea 10, la nuova linea metro, consentirà infatti di integrare alta velocità e trasporto pubblico urbano, trasformando la stazione Napoli Afragola in uno dei più importanti hub intermodali del Mezzogiorno.
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Sempre in Italia, Rete ferroviaria italiana (Rfi), società del gruppo Fs, è costantemente impegnata a trasformare altre stazioni ferroviarie in hub intermodali: Firenze Santa Maria Novella e Firenze Belfiore; Milano Centrale; Reggio Emilia Av; Roma Termini (si vedano le schede a lato).
Nel mondo
La trasformazione delle stazioni in hub multimodali è oggi una tendenza globale. A Londra, King’s Cross e St Pancras International sono diventate il cuore di una delle più grandi operazioni di rigenerazione urbana del Regno Unito. Oltre a collegare linee nazionali, suburbane, metropolitane e l’Eurostar verso l’Europa continentale, l’area attorno alle due stazioni è stata completamente ridisegnata con uffici, università, spazi pubblici e nuovi quartieri residenziali.
A Parigi, la Gare du Nord – la stazione ferroviaria più trafficata d’Europa – è al centro di un vasto piano di trasformazione destinato a integrare ancora di più treni ad alta velocità, linee regionali, metropolitana urbana e servizi aeroportuali.
Anche in Asia le grandi stazioni ferroviarie sono diventate simboli della mobilità del futuro. Tokyo Station e Shinjuku, attraversate ogni giorno da milioni di passeggeri, funzionano come vere città sotterranee, dove convergono treni ad alta velocità, linee suburbane, metropolitane, commercio e servizi urbani.
In Cina, la gigantesca Hongqiao Station di Shanghai integra ferrovia ad alta velocità, aeroporto internazionale, linee metropolitane e autobus interurbani in un unico sistema pensato per gestire centinaia di migliaia di pendolari e viaggiatori al giorno.
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Nel Golfo, invece, la crescita di ferrovie e metropolitane sta ridefinendo il ruolo delle stazioni nelle nuove smart city del Medio Oriente. In Arabia Saudita, a Riyadh, dove il gruppo Webuild ha contribuito alla realizzazione della Orange Line della nuova metro, si punta a creare una rete completamente integrata capace di ridurre la dipendenza dall’auto privata in una delle città più estese della regione. La crescita degli hub ferroviari non riguarda soltanto il trasporto pubblico. Molte delle nuove grandi stazioni vengono progettate come motori di rigenerazione urbana, capaci di trasformare quartieri periferici o aree industriali dismesse in nuovi poli economici e sociali.