Dal design al vino: la lunga lista delle fiere rinviate causa coronavirus
La necessità di contenere il contagio e l’incertezza per le aziende espositrici costringono gli organizzatori di grandi eventi a rinviare appuntamento importanti
di Giovanna Mancini
4' di lettura
4' di lettura
«Rinviato...», «Annullato...», «Sospeso...» , «Trasferito in diretta streaming...». Le caselle di posta elettronica, in questi giorni, sono piene di cancellazioni e disdette. Piccoli o grandi eventi, convegni, presentazioni, forum. In Veneto, in Lombardia, in Emilia Romagna, ma non solo, è tutto sospeso, in ottemperanza alle regole emanate dalle Regioni per contenere il contagio da Coronavirus. A oggi sono oltre 70 gli eventi posticipati e 22 quelli cancellati.
Ma il problema riguarda soprattutto le grandi fiere internazionali – manifestazioni il cui valore e la cui importanza non sono limitati al business degli espositori e dei buyer che le frequentano, ma riguardano interi territori, con ricadute economiche importanti sull’industria del turismo, dei trasporti, della ristorazione, del commercio in generale.
Parliamo di un sistema, che coinvolge ogni anno circa 200mila espositori e 20 milioni di visitatori, generando affari per 60 miliardi di euro, e dà origine al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano. «Numeri importanti che crescono se consideriamo anche l’indotto come trasporti, ricettività e ristorazione», osserva Giovanni Laezza, presidente di Aefi (l’Associazione delle fiere italiane).
Laezza si dice molto preoccupato per una situazione di cui, a oggi, non è possibile quantificare i danni: «Se continua così, il danno rischia di essere grosso. Febbraio e marzo mesi molto forti, con le più grandi fiere italiane», osserva.
Eventi come Mido (occhiali) a Milano e il Cosmoprof (cosmesi) a Bologna, che hanno già deciso per il rinvio. O come il Salone del Mobile di Milano, previsto nella seconda metà di aprile ma slittato a giugno. Eventi importantissimi, che richiedono alle aziende espositrici investimenti ingenti, che devono essere pianificati con largo anticipo. Anche il Vinitaly, che inizialmente sembrava voler resistere sulle date di aprile, ha deciso alla fine di slittare a giugno.


