Stati Uniti-Iran

Da Meloni a Sanchez, il messaggio dopo la tregua: «Ora stop duraturo del conflitto»

Ci sono diversi leader europei - dall’Italia alla Spagna, la Germania e la Danimarca - ma anche il britannico Starmer e il canadese Carney

di Redazione Roma

 via REUTERS

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La tregua tra Stat Uniti e Iran viene «accolta con favore», ma rappresenta soltanto un punto di partenza. È il messaggio che arriva dai principali leader dell’Unione europea e non solo (ci sono anche Regno Unito e Canada) poche ore dopo il cessato il fuoco. Adesso, si legge chiaramente, l’obiettivo «deve essere negoziare una rapida e duratura fine del conflitto nei prossimi giorni».

Non solo Meloni: chi ha firmato

Il testo, abbastanza breve (sei concetti in tutto), è stato firmato da dieci leader, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Poi, ci sono i presidenti - o primi ministri e cancellieri - di diversi Paesi: Macron per la Francia; Sanchez per la Spagna; Merz per la Germania; Starmer per il Regno Unito; Carney per il Canada; Jetten per i Paesi Bassi; Frederiksen per la Danimarca. Non solo: ci sono anche i leader dell’Unione Von der Leyen (Commissione Ue) e Costa (Consiglio Ue).

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Il ringraziamento al Pakistan

Un dettaglio non indifferente è che il messaggio congiunto parte - dopo la soddisfazione per il cessate il fuoco - con il ringraziamento al Pakistan. Che, «insieme a tutti i partner coinvolti», ha «facilitato questo importante accordo». È stato il premier pakistano, Shehbaz Sharif, a proporre l’estensione di due settimane la scadenza per un accordo.

Scenari futuri

Poi, si guarda subito al futuro, dato che ci sono ancora diversi temi irrisolti. «L’obiettivo ora deve essere negoziare una rapida e duratura fine del conflitto nei prossimi giorni. Ciò può essere raggiunto solo attraverso mezzi diplomatici. Incoraggiamo con forza progressi rapidi verso un accordo negoziato sostanziale».

Questo, scrivono i leader, «sarà fondamentale per proteggere la popolazione civile dell’Iran e garantire la sicurezza nella regione. Può inoltre evitare una grave crisi energetica globale. Sosteniamo questi sforzi diplomatici. A tal fine, siamo in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner. Invitiamo tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, anche in Libano».

Tra gli scenari futuri, ovviamente, c’è anche quello dello Stretto di Hormuz, di grande interesse per l’Europa. Da quel tratto di mare transita il 20% circa del greggio mondiale. O, almeno, transitava, dato che il traffico è stato quasi azzerato nel mese di marzo. La questione ha ricadute evidenti: i prezzi dei carburanti sono aumentati ovunque e questo sta portando a carenze di scorte anche per il trasporto aereo. Ecco che quindi, il discorso, si conclude con: «I nostri Governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».

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