Investimenti

Da Londra segnali di fiducia sull’Italia: riforme, Pmi e finanza alternativa

All’UK-Italy Business & Investment Forum imprese e investitori internazionali hanno evidenziato le opportunità offerte dal mercato italiano

di Nicol Degli Innocenti

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L’Italia sta raccogliendo i frutti delle riforme avviate e consolidando il suo ruolo di destinazione prescelta per gli investitori internazionali: questo il messaggio condiviso dagli imprenditori alla prima edizione dell’UK-Italy Business & Investment Forum, organizzato dall’ufficio londinese dell’Italian Trade Agency e dall’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito che si è tenuto oggi a Casa Italia a Londra.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Dalla produzione specializzata alla tecnologia spaziale e dalle infrastrutture all’energia rinnovabile, l’Italia offre opportunità di investimento e un ecosistema di supporto.

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«Siamo sbarcati in Italia perché c’è stato un cambiamento di mentalità e il Governo ha fatto una precisa scelta di aprire il mercato dell’energia rendendolo competitivo», ha detto Hamish Lazell, Strategy Director di Octopus Energy, sottolineando che la liberalizzazione ha creato condizioni migliori sia per le imprese che per i consumatori.

Una società come Spaceflux, che si occupa del tracciamento dei detriti spaziali, ha scelto l’Italia per il suo forte ecosistema che comprende grandi imprese come Leonardo, piccole e medie imprese super specializzate e ottime Università, ha detto Marco Rocchetto, ceo e co-fondatore.

«Le riforme strutturali degli ultimi anni hanno rafforzato le fondamenta dell’economia, mettendo l’Italia in grado di assorbire meglio gli shock geopolitici - ha detto nel suo intervento Marika Cioffi, rappresentante di Banca d’Italia nel Regno Unito -. Il settore bancario, in particolare, è passato da fattore di vulnerabilità a elemento di stabilità e forza, mentre un ecosistema finanziario più diversificato sostiene le start up e i settori più innovativi, stimolando la crescita».

Le testimonianze di rappresentanti del venture capital, private equity, private credit e infrastrutture hanno confermato l’evoluzione del settore e la maggiore apertura delle imprese, soprattutto le Pmi, a forme di finanziamento alternative.

«Il private credit rappresenta l’1% della capital allocation, quindi è un settore che ha un grande potenziale - ha detto Stefano Sciacca, Founding Partner di Aluna Partners -. Le opportunità di finanziare le Pmi italiane sono enormi, mentre la stabilità politica ha ridotto il rischio-Paese».

L’Italia è il secondo Paese manufatturiero in Europa ma anche il più frammentato e un ruolo importante della finanza alternativa è quello di facilitare l’espansione e l’internazionalizzazione soprattutto delle Pmi a conduzione familiare.

Alla base di tutto però c’è la capacità di creare e di innovare delle imprese italiane. «Lo spirito di imprenditorialità italiano è davvero unico», ha detto Giorgia Pontico, Senior Vice President di iCON Infrastructure, un fondo di investimento nelle infrastrutture in Europa e Nord America.

Dal punto di vista della Gran Bretagna post Brexit, una presenza sul mercato italiano può anche aprire le porte dei Paesi europei e diventare un trampolino di lancio per un’espansione anche oltre i confini della Ue.

«L’Italia è diventata una location strategica non solo per accedere al nostro mercato ma anche ai mercati del Sud Europa, del Medio Oriente e del Nord Africa», ha detto Giovanni Sacchi, Direttore dell’Italian Trade Agency nel Regno Unito e in Irlanda.

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