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Da Leonardo Ai a Dall-E3, ecco come si sono evoluti i generatori di immagini

Nell’ultimo anno si sono moltiplicati gli strumenti per creare immagini con l’intelligenza artificiale. Ecco una breve guida sulle novità

di Alessandro Longo

3' di lettura

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Nell’ultimo anno si sono moltiplicati gli strumenti per creare immagini con l’intelligenza artificiale. Tante più possibilità, quindi, per soddisfare esigenze diverse e c’è stata anche una crescita della qualità; al tempo stesso, è ora più difficile orientarsi. Molti strumenti famosi, come Dall-E di OpenAi, non sono più gratuiti direttamente. I più popolari tendono anche ad avere limiti per contrastare le fake news, quindi non possiamo più usarli per creare immagini (fasulle) come Donald Trump in prigione, che qualche mese fa hanno inondato i social.

La complessità e la ricchezza degli strumenti è diventata inoltre molto variabile. Alcuni sono semplici e immediati, adatti soprattutto a chi vuole divertirsi e magari creare immagini da usare sui social, da mandare gli amici o per semplici locandine di eventi privati, compleanni. Ci sono poi quelli che richiedono più abilità tecnologica e quelli adatti ai professionisti del marketing, della grafica e della pubblicità.

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Insomma, un panorama complesso. Un punto di partenza per molti è Dall-E, il modello più famoso. Arrivato alla terza versione, è molto facile usare, via chatbot, con Chatgpt plus (che costa 20 dollari al mese) oppure, anche gratis, su Microsoft Copilot (web o app).

È anche in Microsoft Designer, dove troviamo alcune opzioni più specifiche (invece del box chat generico) per creare stick sui social, rimuovere background da immagini che forniamo eccetera. Funzioni simili si trovano in un altro strumento gratuito, Firefly di Adobe (che usa diversi modelli): per creare immagini, modificarle (rimuovendo parti o aggiungendovi elementi creati con l’AI).

Adobe garantisce che la creazione delle immagini avviene con piena tutela del copyright. Firefly è addestrato infatti con immagini di pubblico dominio o di cui Adobe detiene la licenza. Un aspetto che può essere un punto di forza per molti utenti.

Copilot e Firefly sono probabilmente i primi luoghi dove fermarsi per cominciare il viaggio, gratis, nell’AI che genera immagini. Teniamo conto che comunque, dato che questi strumenti consumano molte risorse di computing ed energia, le aziende limitano il loro uso giornaliero per ciascun utente.

Un altro strumento gratuito e adatto ai principianti è ImageFx di Google, ma non è accessibile direttamente per gli utenti italiani, ancora. Lo stesso modello, Imagen 2, è in Gemini, dove però al momento la generazione immagine è sospesa: Google lo sta sistemando dopo le polemiche scaturite dalla creazione di volti di nazisti con aspetto afro americano o asiatico.

Gratis è anche l’app YouCam Ai Pro, per generare da testo a immagine (come Dall-E per intenderci), ma è solo su iPhone e iPad.

Ci sono poi molti strumenti freemium, che hanno alcune funzioni gratuite (magari con un forte limite di utilizzo per periodi di tempo) e altre accessibili solo su abbonamento. Canva è uno di questo, un software noto ai grafici. Ha moltissimi strumenti per il fotoritocco, la progettazione eccetera.

Per la creazione di immagini artistiche, disegni, è da provare invece Fotor, che pure ha alcune funzioni base gratuite.

Semplice e versatile, tra i più apprezzati sul cellulare, è Dream di Wombo, adatto a chi vuole sperimentare con diversi stili e soluzioni artistiche. Anche questo è freemium.

Uno strumento alternativo ai più noti e freemium è anche AiTubo, che per di più non ha limiti quanto alla generazione di immagini con volti di persone famose.

Chi non vuole avere limiti di sorta installa (gratis) Stable Diffusion di Stability AI sul proprio pc, che però deve avere una buona gpu a questo scopo. La procedura richiede inoltre qualche competenza tecnica. Per rendere la tecnologia facilmente accessibile a tutti, Stability AI ha creato DreamStudio, che incorpora Stable Diffusion in un’interfaccia utente di facile comprensione e utilizzo.

Uno dei punti di forza della piattaforma è che include molte voci diverse per la personalizzazione, tra cui un “prompt negativo” in cui è possibile delineare le specifiche di ciò che si desidera evitare nell’immagine finale. È inoltre possibile modificare facilmente il rapporto dell’immagine, una caratteristica fondamentale, dato che la maggior parte dei generatori di immagini AI produce automaticamente 1:1. È a pagamento con un sistema di crediti.

Uno degli strumenti più famosi e tra i primi a uscire è Midjourney, ma non è adatto a tutti. Primo perché non è più gratuito (si parte da 10 dollari al mese); poi perché richiede accesso via Discord (a cui dobbiamo registrarci).

Il consiglio, se siamo agli inizi di questo viaggio, è di cominciare con gli strumenti gratuiti più famosi. Se abbiamo esigenze specifiche, professionali, commerciali o artistiche ci conviene invece sperimentare un po’ per trovare lo strumento che ci piace di più per interfaccia o per la resa finale.

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