Da leader nelle certificazioni del vino a player di primo piano nelle certificazioni ambientali
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Nel corso degli anni Valoritalia, principale ente di certificazione del settore vitivinicolo con 219 denominazioni controllate e una quota del 60% delle bottiglie made in Italy messe sul mercato, ha via via allargato il proprio raggio d’azione prima al settore agroalimentare con la frontiera del biologico e poi con un ampio spettro di certificazioni di sostenibilità rivolte all’universo delle imprese anche al di là dei settori wine & food.
La diversificazione del portafoglio di certificazioni è iniziata già tempo addietro con l’introduzione, sempre all’interno del comparto agroalimentare, delle certificazioni biologica e di produzione integrata (SQNPI), per poi proseguire con un ampliamento della gamma di standard di sostenibilità: da Equalitas, EquiPlanet e VIVA a ISO 21401 (turismo sostenibile), ISO 14064-1 e ISO 14067 (carbon footprint di organizzazione e di prodotto), fino alla certificazione SQNBA (benessere animale), alle certificazioni sui fertilizzanti e al principio DNSH (Do No Significant Harm).
Negli ultimi anni Valoritalia ha certificato oltre 12 mila operatori nell’ambito delle certificazioni volontarie.
In principio è stato il biologico
Con riferimento alla produzione biologica Valoritalia è partner di IFOAM (International Federation of Organic Farming), ASS.O.CERT.BIO (Associazione nazionale Organismi di controllo e Certificazione del Biologico) e AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica).









