Aziende

Da leader nelle certificazioni del vino a player di primo piano nelle certificazioni ambientali

di Giorgio Dell'Orefice

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Nel corso degli anni Valoritalia, principale ente di certificazione del settore vitivinicolo con 219 denominazioni controllate e una quota del 60% delle bottiglie made in Italy messe sul mercato, ha via via allargato il proprio raggio d’azione prima al settore agroalimentare con la frontiera del biologico e poi con un ampio spettro di certificazioni di sostenibilità rivolte all’universo delle imprese anche al di là dei settori wine & food.

La diversificazione del portafoglio di certificazioni è iniziata già tempo addietro con l’introduzione, sempre all’interno del comparto agroalimentare, delle certificazioni biologica e di produzione integrata (SQNPI), per poi proseguire con un ampliamento della gamma di standard di sostenibilità: da Equalitas, EquiPlanet e VIVA a ISO 21401 (turismo sostenibile), ISO 14064-1 e ISO 14067 (carbon footprint di organizzazione e di prodotto), fino alla certificazione SQNBA (benessere animale), alle certificazioni sui fertilizzanti e al principio DNSH (Do No Significant Harm).

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Negli ultimi anni Valoritalia ha certificato oltre 12 mila operatori nell’ambito delle certificazioni volontarie.

In principio è stato il biologico

Con riferimento alla produzione biologica Valoritalia è partner di IFOAM (International Federation of Organic Farming), ASS.O.CERT.BIO (Associazione nazionale Organismi di controllo e Certificazione del Biologico) e AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica).

Valoritalia è inoltre è accreditato da diversi istituti internazionali per la certificazione dei prodotti biologici destinati all’export.

L’avvento delle certificazioni di sostenibilità

Altro importante passaggio evolutivo nell’attività di Valoritalia si è avuto con le certificazioni di sostenibilità a partire dallo standard Equalitas, oggi ampiamente riconosciuto a livello internazionale. Anche in questo caso si è partiti dal settore del vino. Valoritalia ha contribuito, a partire dal 2015, alla costituzione di Equalitas.

Equalitas prevede l’adozione di “buone prassi” nella conduzione agronomica e nella gestione dell’impresa, misurando le performance per mezzo di indicatori in linea con le principali norme ISO e le risoluzioni OIV. Gli indicatori ambientali comprendono Carbon Foot Print, Water Foot Print e Biodiversity Friend, ai quali si aggiungono altri indicatori che rilevano le performance socio economiche.

Al termine del percorso le imprese redigono il Bilancio di Sostenibilità, uno strumento fondamentale per comunicare a consumatori e operatori i risultati ottenuti e gli obiettivi da raggiungere.

Nell’ambito delle certificazioni di sostenibilità, Valoritalia lavora anche con lo standard VIVA -

Valutazione dell’Impatto della Vitivinicoltura sull’Ambiente - promosso nel 2011 dal ministero dell’Ambiente con l’obiettivo di misurare la sostenibilità della filiera vitivinicola attraverso l’analisi di quattro indicatori principali: Aria, Acqua, Vigneto e Territorio. Lo Standard Viva prevede il mantenimento nel tempo dei requisiti di sostenibilità ottenuti, nonché il miglioramento delle prestazioni aziendali.

Sostenibilità e coerenza con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030

In seguito, Valoritalia ha promosso EquiPlanet, lo standard di sostenibilità, nato per le imprese agroalimentari, ma oggi applicabile alle imprese operanti in tutti i settori (agroalimentare, manifatturiero, tessile, eventi). L’innovativo standard è stato messo a punto da Valoritalia e Santa Chiara Next per rispondere all’esigenza delle imprese di ottenere una certificazione di sostenibilità in linea con l’agenda ONU 2030. Lo standard non certifica la sostenibilità del singolo prodotto, ma la conformità delle politiche e dei processi aziendali agli obiettivi e ai requisiti stabiliti dall’Agenda ONU 2030.

Dall’alimentare al turismo sostenibile

Tra le novità più recenti di Valoritalia ci sono le certificazioni di turismo sostenibile: dall’applicazione della norma ISO 21401 che stabilisce i requisiti ambientali, sociali ed economici di un Sistema di Gestione per la Sostenibilità (SGS), adottabile da qualsiasi struttura ricettiva, di qualsiasi dimensione essa sia, fino alla certificazione GSTC. Lo standard globale Gstc (Global Sustainable Tourism Council)viene applicato a destinazioni, hotel e tour operator, coprendo gestione sostenibile, impatti socioeconomici, culturali e ambientali, alla base di una gestione del turismo che riduce gli impatti e produce benefici misurabili per territori, comunità e imprese.

Molto più di una certificazione

Dal vino all’alimentare, dal biologico alla produzione integrata, dalla sostenibilità in ambito agricolo fino al turismo green, in questi anni l’attività di Valoritalia è stata quella cercare di individuare, anticipandole, le esigenze delle imprese che a loro volta cercano di intercettare le nuove domande di mercato.

Ma soprattutto Valoritalia non sé i limitata a certificare, ma ha sempre più spesso supportato le realtà territoriali proponendo soluzioni per le certificazioni di gruppo e strumenti di innovazione tecnologica. Promuovendo inoltre progetti comunitari, nazionali e regionali, per favorire in questo modo la crescita dei territori rurali.

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