Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
di Lucilla Incorvati
3' di lettura
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Tra le aziende sostenibili, il settore bancario ha una nutrita rappresentanza. Tanto è vero che nella classifica 2023 di Leader della sostenibilità, elaborata da Il Sole 24 Ore-Statista, gli istituti di credito la fanno da padrone. Troviamo in classifica tutte le maggiori banche: da Intesa SanPaolo a Credem. Ma anche gruppi del calibro di Banca Generali, Mediobanca, UniCredit, Fineco, Mps, Poste. Tra gli istituti segnalati spicca anche Bpm, che negli anni ha aumentato molto l’impegno verso il mondo Egs.
Intesa e Credem
Grazie ai traguardi raggiunti, Intesa sul fronte Esg è un modello di riferimento per la sostenibilità, come dimostrato dal suo posizionamento nei principali indici e classifiche internazionali: unica banca italiana nei Dow Jones Sustainability Indices World e Europe, nella Climate Change “A List” di Cdp, nonché prima banca in Europa, seconda al mondo e unica in Italia tra le 100 società quotate più sostenibili nella classifica Global 100 Most Sustainable Corporations in the World 2023 pubblicata da Corporate Knights; nel 2022 si è inoltre confermata miglior banca europea per le relazioni con gli analisti finanziari e gli investitori istituzionali per gli aspetti Esg. Ancora è l’unica banca italiana nella classifica mondiale Esg Reporting Awards 2022, nella categoria dedicata ai reporting di sostenibilità del settore financial. Tra i driver avviati per il perseguimento degli obiettivi del Piano d’impresa 2022-2025, quello Esg è uno dei quattro pilastri con l’obiettivo di promuovere la creazione di valore sostenibile e favorire la transizione ecologica del Paese, rafforzando la leadership del Gruppo con una posizione ai vertici mondiali per impatto sociale e grande focus sul clima. In linea con l’impegno per la riduzione delle emissioni come si legge nel Dcnf, fulcro della rendicontazione Esg, l’obiettivo a raggiungere Net-Zero entro il 2050, prevede target intermedi al 2030 sulle emissioni finanziate in quattro settori a maggiori emissioni (Oil&Gas, Power Generation, Automotive, Coal mining). Il Piano d’impresa 2022-2025 prevede inoltre di destinare 115 miliardi alla società e alla transizione verde e 500 milioni per supportare le persone in difficoltà.
Governance, pianeta (nel 2022 è proseguito lo sviluppo della “foresta Credem” nata nel 2018 per sensibilizzare gli stakeholder sull’importanza della salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale), people (tra le altre attività è stata confermata per il settimo anno la certificazione top employer che attesta le migliori condizioni di lavoro per i dipendenti e, per il terzo anno consecutivo, la certificazione Equal Salary che attesta l’equità retributiva tra donne e uomini) e prosperity sono le quattro macro aree del piano Esg del Gruppo Credem. Le attività svolte nel 2022 hanno consentito di contribuire al perseguimento di 11 dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 mediante lo sviluppo di un piano strategico di sostenibilità definito nel 2019.
L’impegno Bpm