Cinema

Da “Il tormento e l’estasi” a “Conclave”, quando il cinema racconta i Papi

Una panoramica sulle pellicole ambientate all’interno della Santa Sede: diversi i titoli che hanno scelto di raccontare Papa Francesco

di Stefano Biolchini e Andrea Chimento

Conclave

3' di lettura

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 Francesco oltre che il Papa più mediatico e fortemente amato dal popolo dei cristiani è stato un pontefice che ha affascinato gli intellettuali di ogni dove. Inevitabile dunque l’interesse dei cineasti che ne hanno raccontato in più modi la dall’ascesa alla parabola. La notizia della sua morte ci ha portato a ricordare le sue parole, ciò che ha fatto negli anni del suo pontificato e anche in quelli precedenti alla sua elezione a capo della Chiesa Cattolica.

Anche il cinema in questo senso ci può aiutare, dato che Jorge Mario Bergoglio è stato spesso rappresentato sullo schermo e diversi registi hanno voluto ricordarlo in questi ultimi giorni (commovente è stato, in particolare, il pensiero di Martin Scorsese).

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Habemus Papam

Wim Wenders, Gianfranco Rosi

Numerosi i documentari realizzati su Papa Francesco, ma ne ricordiamo soprattutto due, firmati da due nomi importanti del cinema contemporaneo: Wim Wenders, che nel 2018 aveva portato al Festival di Cannes il film “Papa Francesco – Un uomo di parola”, e Gianfranco Rosi che nel 2022 aveva presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il film “In viaggio”.

Il fatto che questi due lavori siano stati inseriti nel cartellone dei due festival cinematografici più importanti del mondo, oltre ai nomi dei due registi pluripremiati che li hanno diretti, ci offre una visione davvero precisa di quanto la figura di Francesco abbia colpito l’immaginario audiovisivo contemporaneo.

Papa Francesco – Un uomo di parola

“I due papi” di Fernando Meirelles

Non ci sono però soltanto documentari, ma anche lungometraggi biografici in cui Bergoglio è stato interpretato da attori di rilievo, come Jonathan Pryce ne “I due papi” di Fernando Meirelles, incentrato sul rapporto tra i due ultimi pontefici e in cui Ratzinger aveva il volto di Anthony Hopkins.

Daniele Luchetti

Da ricordare inoltre “Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente” di Daniele Luchetti del 2015, dove veniva trattata buona parte della vita di Bergoglio, interpretato da giovane da Rodrigo de la Serna e da anziano da Sergio Hernández.

Chiamatemi Francesco

Il genere thriller

Nel corso della storia del cinema, le sceneggiature che hanno scelto di raccontare il mondo del Vaticano, si sono spesso appoggiate al genere thriller, descrivendo le dinamiche di potere interne alla Chiesa come un vero e proprio gioco al massacro per salire al Soglio Pontificio.

“Conclave” di Edward Berger

È sostanzialmente la trama di “Conclave” di Edward Berger, film uscito lo scorso anno e oggi più attuale che mai: basato sull’omonimo romanzo di Richard Harris, vede un ricchissimo cast composto da nomi del calibro di Ralph Fiennes, Sergio Castellitto e Isabella Rossellini.

Il conclave è inoltre una delle svolte principali di un lungometraggio d’azione come “Angeli e demoni” di Ron Howard, tratto dal romanzo best-seller di Dan Brown. Alta tensione anche in “Amen.” (2002), film in cui Costa-Gavras descriveva il controverso rapporto tra il Vaticano e il nazismo.

The young Pope

Marco Bellocchio Marcello Aliprandi, Luigi Magni

Anche il cinema italiano ha mostrato spesso le macchinazioni dietro al potere della Chiesa, in film come il recente “Rapito” di Marco Bellocchio, ma anche in lungometraggi del passato come “Morte in Vaticano” del 1982 di Marcello Aliprandi, senza dimenticare la sottovalutata trilogia di Luigi Magni sul rapporto tra il popolo e l’aristocrazia romana con il potere pontificio: “Nell’anno del signore” del 1969, “In nome del Papa Re” del 1977 e “In nome del Popolo Sovrano” del 1990.

 

I classici degli anni Sessanta e i film controcorrenti

 

Tra i classici sull’argomento, vanno citati due titoli degli anni Sessanta: il primo è “Il tormento e l’estasi” di Carol Reed del 1965, incentrato sul rapporto tra Papa Giulio II (lo interpretava Rex Harrison) e Michelangelo Buonarroti (Charlton Heston); il secondo è “L’uomo venuto dal Kremlino” di Michael Anderson del 1968, con Anthony Quinn assoluto protagonista nei panni di un arcivescovo che verrà eletto Papa.

“La Papessa”

In tempi più recenti, un film certamente molto diverso è “La Papessa” del 2009 di Sönke Wortmann, basato sulla leggendaria storia della papessa Giovanna.

“Habemus Papam” di Nanni Moretti

Il film però forse più coraggioso e interessante in assoluto è “Habemus Papam” di Nanni Moretti del 2011, un’opera profetica in cui il regista immagina che il Papa neoeletto fugga dal Vaticano in preda a un attacco di panico.

Paolo Sorrentino: “The Young Pope”

Forse ancor più ficcanti e decisamente controverse sono le due serie di Paolo Sorrentino: “The Young Pope” e il suo seguito “The New Pope”. La storia di Lenny Belardo è di quelle pensate per creare scandalo ma anche far riflettere: il Papa di Sorrentino, interpretato da Jude Law, punta sull’invisibilità in un mondo in cui gli esseri umani sono sempre più sovraesposti e ha una spiritualità tutta sua.

In attesa di sapere chi sarà il prossimo Papa, e certi che la storia di Papa Bergoglio non finirà di ispirare i cineasti, quello che è sicuro è che il cinema e la serialità televisiva continueranno a raccontare il Vaticano, ammaliati dal suo fascino e da quei misteri che la pellicola e le videocamere hanno spesso cercato di rappresentare (e, forse, di svelare) trasportandoli sullo schermo.

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