Da gennaio torna il canone Rai (che resta in bolletta)
Da gennaio ritorna il pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica, dopo i due mesi di stop dovuti alle 10 rate nell’anno. E il Governo non è intenzionato a intervenire per cambiare dal 2023
di Andrea Biondi
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I punti chiave
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I 90 euro del canone Rai sono spalmati su 10 mesi, con corrispettivo in bolletta. Dopo la pausa di novembre e dicembre, da gennaio quei 9 euro mensili torneranno in bolletta. E per restarci visto che, a quanto risulta al Sole 24 Ore, il Governo non è intenzionato a intervenire riportando il canone fuori dalle bollette .
Le richieste di Bruxelles
Il destino del canone Rai, in bolletta da quando questa destinazione è stata predisposta nel 2015 dal governo Renzi per contrastare la diffusa evasione sull'imposta per la Tv pubblica, ha finito per incrociarsi con Bruxelles dopo che nel Piano nazionale di ripresa e resilienza il Governo si è da una parte impegnato ad aumentare la trasparenza nella bolletta elettrica e dall’altra a eliminare, come imposto dalla Ue, la richiesta in capo ai fornitori di riscuotere «charges unrelated to the energy sector», vale a dire tasse non collegate al settore dell'energia. Sull’automatismo che porti al canone Rai, fra queste fattispecie, la discussione è aperta. Non ci sono indicazioni ufficiali, ma il Governo avrebbe da tempo messo una pietra sopra alla questione, scongiurando una soluzione che farebbe tremare i polsi dalle parti di Viale Mazzini.
Le entrate da canone
Nel 2020 le entrate da canone hanno superato gli 1,72 miliardi di euro con entrate da canone ordinario per 1,64 miliardi. «Dal 2013 al 2020 il canone ordinario è anche leggermente sceso», ha detto l’ad Rai Carlo Fuortes lo scorso 12 ottobre durante un’audizione in Commissione di vigilanza, proprio sul tema (e sull’emergenza) conti per Viale Mazzini. E in quella occasione, a proposito del canone lo stesso Fuortes ha parlato di «risorsa incongrua» snocciolando l’entità dei canoni per la tv pubblica in Croazia (127 euro), Svizzera (312 euro), ma anche – per stare ai paesi più vicini all’Italia dal punto di vista strutturale – in Francia (138 euro), Uk (185 euro) e Germania (220).
I maggiori introiti del 2021
Nel primo semestre, si legge nel bilancio semestrale pubblicato, per i canoni ordinari da utenze private le entrate si sono assestate sugli 857,6 milioni, in crescita di 45,4 milioni rispetto al semestre 2020, all’interno di entrate complessive da canone per 923 milioni (+53,7 milioni). Incremento, quello della voce relativa ai canoni ordinari, che come specifica lo stesso bilancio sono in buona parte conseguenti all’entrata in vigore di provvedimenti normativi. In particolare: «l'abrogazione della riduzione del 5 per cento delle somme da riversare a Rai per la copertura del costo di fornitura del Servizio Pubblico e del c.d. “extra gettito”, determinato dalle maggiori entrate rispetto a quanto previsto nel Bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2016».
I canoni per le attività produttive
Dall’altra parte per i canoni da utenze speciali (da attività produttive), il Dl “sostegni” del 22 marzo 2021 n. 41, ha stabilito «l'esonero integrale dal versamento per l'anno 2021 del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale per le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico, comprese le attività similari svolte da enti del terzo settore; lo stanziamento di una somma pari a 83 milioni di Euro al fine di riconoscere ai soggetti interessati un credito di imposta pari al 100% dell'eventuale versamento del canone intervenuto antecedentemente all'entrata in vigore del decreto, ovvero disporre il trasferimento a favore della RAI delle somme corrispondenti alle minori entrate richieste dalla Società».









