Da Ferrari a Pagani: un anno vivace per le aste d’auto da collezione
L’Yearbook rivela un mercato Usa forte e la domanda di auto con meno di 20 anni
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La fiera Auto e Moto d’Epoca a Bologna dal 23 al 26 0ttobre non è stata solo l’occasione per trovare l’auto dei desideri grazie all’offerta di decine di operatori a livello internazionale, ma ha permesso anche di fare il punto sulla stagione appena conclusasi con le aste americane di metà agosto a Pebble Beach.
L’appuntamento più atteso da chi vive il mercato come intermediario o grande collezionista si è tenuto la sera di giovedì 23, quando Adolfo Orsi, memoria storica della Maserati e Giudice internazionale di Concorsi d’Eleganza, ha presentato il suo «Classic Car Auction Yearbook 2024-25», edito da Historica Selecta e sponsorizzato da UBS.
Giunto alla sua 30ª edizione, questa pubblicazione in inglese si è affermata come il punto di riferimento per le dinamiche di mercato e i prezzi, raccogliendo i dati delle case d’asta e analizzando le serie storiche di oltre 140.000 auto vendute nel corso dei decenni.
L’affermarsi delle aste online che ora valgono quasi un terzo del totale, ha visto il mercato raddoppiare l’offerta nell’ultimo quinquennio, e con essa il fatturato complessivo, che oggi si attesta a quasi 12mila auto proposte di cui il 73% vendute per un valore di 2,2 miliardi di dollari, e un presso medio di 255mila dollari, ritornato al livello del 2020-21 a causa della flessione del 10% delle auto milionarie, attestata a 281 unità. Come già da alcuni anni, la crescita online si accompagna con l’offerta di lotti Senza Riserva per un quarto del totale per numero e valore, elemento favorevole ai compratori ma che si riflette in molti casi in una flessione dei prezzi. Andando oltre questi dati di fondo, una lettura più approfondita fa emergere la progressiva divaricazione del mercato secondo due linee di frattura, sempre più distinguibili.
Predominio americano
La prima è di natura geografica, politica, regolamentare ed economica, che vede da un lato la realtà nordamericana rinforzare il dominio sul mercato, mentre il vecchio continente e soprattutto il Regno Unito arrancano. La concentrazione di ricchezza negli Usa e la mano leggera del regolatore che si estende ai regimi fiscali sono senza rivali, anche se la situazione di incertezza globale, in particolare su dazi e import/export suggerisco cautela nel medio periodo.










